I luoghi di Celestino V

I luoghi di Celestino V
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Ferentino, Fumone, Anagni sul cammino dell’eremita

Pietro Angelerio nasce a Sant’Angelo in Limosano (Is), intorno al 1210 e muore il 19 maggio del 1296. Dopo l’ingresso nella Badia di S. Maria di Faifoli (CB), luogo dove abbracciò l’ordine benedettino, decise di intraprendere vita eremitica. Lasciata S. M, di Faifoli, dopo una sosta nella zona di Castel di Sangro, giunse sul Monte Paleno (Chieti), dove vi dimorò per tre anni e, solo dopo aver ricevuto la consacrazione, raggiunse il Monte Morrone e la Maiella. A Pietro Angelerio, si devono anche numerosi eremi, in Ciociaria, a Ferentino (Fr), fondò l’Eremo di Sant’Antonio Abate, con molta probabilità nel 1258. Il sito dista da Ferentino non più di tre chilometri e sarà questo il luogo che accoglierà, il 21 Maggio 1296, le sue spoglie mortali, provenienti dal Castello di Fumone, spoglie che resteranno nell’Eremo fino all’inizio del 1327, quando il corpo fu trafugato e portato all’Aquila nella Basilica di Collemaggio. Al termine delle esequie, i resti dell’Eremita, furono posti in un sarcofago di travertino, all’interno di una fossa scavata nell’arenaria situata dentro la chiesa. Dopo la sepoltura di Celestino V, l’Eremo diviene un santuario importante, infatti, saranno sempre più i devoti che vi giungeranno per venerare Pietro del Morrone. La chiesa dell’Eremo ha la copertura a capanna e l’interno è diviso in tre navate, le poche pitture rimaste, e riportate alla luce durante l’ultimo grande restauro, dell’intero complesso monastico, risalgono sicuramente al periodo in cui il sito custodiva le spoglie di Celestino. Importantissimo l’affresco realizzato agli inizi del XIV sec.(prima cappella di sinistra), raffigurante a grandezza naturale San Pietro Celestino. L’altare maggiore è dominato da una pala raffigurante la Vergine con il Bambino, San Pietro Celestino, Giovanni Battista e Sant’Antonio Abate (opera di Andrea Giorgini 1829). Il complesso monasteriale, anche se molto rimaneggiato attraverso i secoli, conserva evidenti tracce medievali, in modo particolare nel chiostro. Per quanto riguarda la città di Ferentino, la tradizione locale, lega a Celestino V anche la chiesa di Sant’Agata, infatti, si dice che, quando il corpo del Patrono Secondario di Ferentino fu trafugato, si trovasse da pochissimo tempo nella suddetta chiesa.

Ancora tanta la devozione nei suoi confronti

La devozione verso Pietro del Morrone, a Ferentino, la si ritrova anche negli antichi Statutum, infatti, in uno dei capitoli, si narra dello svolgimento di una fiera ed un Palio in onore del santo, Palio che, da molti anni, si “celebra”, a Ferentino, nel mese di settembre. Per quanto riguarda la parte prettamente religiosa, nel mese di maggio, presso l’Eremo, viene aperta la Porta Santa e i fedeli hanno la possibilità di lucrare, ogni anno, l’Indulgenza Plenaria. Seguendo le tracce di Celestino V, si giunge anche ad Anagni, infatti, l’eremita, prima di essere rinchiuso nel Castello di Fumone, fu “ospitato” nella città di papa Bonifacio VIII, la città dei papi ci mostra in tutto il suo splendore la Cattedrale, la Cripta e il Palazzo di Bonifacio. Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, l’ultima tappa da fare, alla ricerca delle “orme” di Celestino V, è il Castello di Fumone, qui si può sostare negli ambienti che hanno visto la presenza dell’illustre prigioniero. Seguendo le orme di santo si giunge a L’Aquila, alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove il 29 agosto 1294, dopo essere stato nominato pontefice il 5 luglio 1294, Pietro Angelerio assunse il nome di Celestino V e dove emanerà la “Perdonanza”, una sorta di Giubileo “ante litteram”. La Basilica di Collemaggio, gravemente danneggiata in occasione del sisma dell’aprile 2009, grazie all’impegno di più enti, è stata restituita al mondo intero il 20 dicembre 2017. In tale occasione, è stata ricollocata, all’interno del Mausoleo (opera di G. da Vicenza 1517), l’urna contenente le spoglie di Celestino V.

Leda Virgili