Spazio Moretti, valorizziamo la Fonte Bonifacio VIII

Spazio Moretti, valorizziamo la Fonte Bonifacio VIII
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Una giornata ricchissima di emozioni – Spazio Moretti

Spazio Moretti Fiuggi 2018

Quella del 27 settembre scorso è stata una giornata di intense emozioni presso la Fonte Bonifacio VIII di Fiuggi. Un’intera giornata dedicata all’opera di Luigi Moretti, progettista dell’ampliamento della nostra location e contornata da interessantissimi interventi che hanno contribuito ad una conoscenza approfondita dell’opera, delle sue sfaccettature, ma anche dei suoi singolari aneddoti. A proposito di aneddoti: tu sapevi che Luigi Moretti non iniziava la sua giornata lavorativa alle terme se prima non finiva di gustare la classica pizza e prosciutto fiuggina?

Foto di Elisa Rossi

Ringraziamo: l’arch. Clementina Barucci, l’arch. Andrea Bentivegna, l’arch. Antonio Schiavo e il moderatore arch. Felice d’Amico per le ricche illustrazioni della mattinata; la prof.ssa Guendalina Salimei che ha presentato il suo libro “Luigi Moretti, Terme Bonifacio VIII Fiuggi 1963 – 1969“; il sovrintendente della Regione arch. Gizzi, l’arch. Massimiliano Celani, l’arch. Daniele Baldassarre e il moderatore dott. Francesco Severa per il dibattito pomeridiano.

Foto di Elisa Rossi

Soprattutto, grazie alle testimonianze di coloro che negli anni ’60 hanno contribuito ai lavori di questo tesoro: arch. Causa e ingegner Borlenghi. Coinvolgente e toccante è stata la visita guidata con l’arch. Luigi Causa, che dietro una nitida riservatezza ci ha reso partecipi dei suoi preziosi ricordi. Quando con impegno disegnò il suo progetto per la realizzazione delle fontanelle da cui sgorga l’acqua e che ricordano delle delicate ali di farfalla; della progettazione delle curvilinee sedie che ancora oggi corredano la struttura termale e, infine, del racconto di come furono realizzate le casseforme dei pilastri in cemento armato. Ebanisti di cantieri navali furono ingaggiati per realizzarle con il prezioso legno di betulla, flessibile al punto da rendere la forma curvilinea del pilastro.
Da non dimenticare la gelosa fermezza dell’ingegner Borlenghi che ci ha ricordato quanto è importante attuare una ricorrente manutenzione, per fare in modo che questa opera così importante non vada persa come tante altre.
In realtà, questo è il senso dell’evento Spazio Moretti: sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni ad una fattiva rivalutazione e manutenzione dell’area termale!

Le Fonti

Immaginiamo un acquitrino ed una folta vegetazione tutta intorno, una fonte preziosa che con il tempo si scoprirà essere di un’acqua miracolosa, “L’acqua che rompe la pietra”. Una fonte che ha portato all’edificazione del paradiso termale della Fonte Bonifacio VIII. Fu nei primi anni del ‘900, infatti, che l’architetto Garibaldi Burba la progettò e la realizzò in stile umbertino e di cui oggi resta solo il portale d’ingresso.

Mostra di Daniele Baldassarre

Cominciarono gli anni di un’ascesa turistica senza eguali, le terme di Fiuggi cominciarono ad essere un luogo d‘élite, tanto da essere frequentate da molti personaggi illustri dell’epoca, tra cui Giovanni Giolitti.
È in questo scenario che fu opportuno un ampliamento dell’impianto termale, e nei primi anni ’60, l‘avv. De Simone (l’allora presidente dell’Ente Fiuggi) convocò Luigi Moretti per la ristrutturazione della Fonte Bonifacio VIII. L’opera fu approvata nel 1965 dal Comune di Fiuggi e inaugurata nel 1968.

“Il Fungo è esploso”

Così recitava il titolo di un giornale dell’epoca, un headline del tutto coerente con il periodo storico in atto. Le lotte studentesche interessarono anche le facoltà di architettura, ci fu un vero e proprio cambiamento sociale. Ma “Il Fungo è esploso” perchè Luigi Moretti fu padre di questa struttura paradisiaca, un vero e proprio bacio tra il verde rigoglioso e il cemento armato in cui spicca il famoso e grande “fungo”. Ci troviamo sulla rotonda delle Fonti, dove un tempo arrivava l’acqua del fertile acquitrino e il cui fungo è collegato con la rappresentazione della polla numero 1. Essa è collocata non molto distante dalle terme, e tale rappresentazione è una suggestiva fontana che confluisce nella sala interna sottostante: la sala mescita.

Archivio di Daniele Baldassarre

Per quanto anomale rispetto alla produzione morettiana, si ritrovano, in queste terme moltissimi suoi elementi distintivi, tra cui la linearità e circolarità delle forme. Luigi Moretti, in primis dovette relazionarsi con un ambiente del tutto diverso: un impianto termale caratterizzato dal verde e da uno spazio largo. È così che realizzò la grande passeggiata che termina, anch’essa, in uno spazio circolare e che è caratterizzata dalla staticità delle “vele” che coprono le sue strutture laterali. Un altro elemento distintivo è la sua ispirazione a Michelangelo, d’effetto è la lunga scalinata che richiama quella della Biblioteca Laurenziana del Buonarroti e le decorazioni (sempre di ispirazione michelangiolesca), lungo il corrimano.

Archivio di Daniele Baldassarre

Luigi Moretti e la sua opera

Luigi Moretti fu una figura lungimirante del ‘900, nasce a Roma nel 1906 e, pertanto ci terrà sempre ad essere definito “Architetto Romano“. Si forma nella Scuola Superiore di Architettura della sua città, e proprio questo suo periodo formativo lo accompagnerà sempre nei suoi progetti. Si esercitò molto nel disegno ed ebbe modo di appassionarsi allo studio dell’architettura del passato, soffermandosi soprattutto su Michelangelo e sul Borromini. Grazie ai suoi studi, divenne anche un grande teorico oltre che progettista, talento che lo portò a fondare la rivista Spazio. Si discostò dal razionalismo che riteneva antireale e abbraccerà a pieno l’avvento del Fascismo. In questo periodo il suo lavoro sarà strettamente legato al regime e, polemiche a parte sull’ideologia politica, sarà uno dei progettisti più importanti dell’epoca. Proprio in questo periodo ci ha regalato tra le più belle opere romane: Casa Balilla, l’Accademia della Scherma, la Palestra del Duce, la Saracena e il Foro Mussolini, oggi Foro Italico. Queste sono solo alcune delle sue costruzioni ed in esse, come in tutte le altre opere, troviamo gli stessi elementi legati allo stile michelangiolesco con delle forme armoniche, lineari e circolari.
Egli non rimpiangerà mai di aver appoggiato il Fascismo, e anche nel dopoguerra, continuò ad essere considerato “amico dei potenti“. Era famoso per le sue inimicizie e descritto come una persona spigolosa. In realtà non si interesserà mai ad una funzione sociale dell’architettura ma solo estetizzante.
Le critiche a lui rivolte, furono solo degli escamotage, nessuno poté mai attaccare, infatti, il suo talento esponenziale!

Elisa Rossi