Si è spento Sergio Zavoli, un legame speciale con la Ciociaria

Si è spento Sergio Zavoli, un legame speciale con la Ciociaria
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Alatri e Fiuggi piangono la morte del grande giornalista e scrittore

Sergio Zavoli si è spento a Roma il 5 agosto all’età di 96 anni. Grande scrittore, giornalista,  ex parlamentare, presidente RAI, poeta, autore e conduttore di La Notte della Repubblica

Il legame con la Ciociaria

Legato ad Alatri per il premio Alberto Minnucci al corrispondente locale, istituito dal comune di Alatri nel 1997 con il patrocinio de Il Messaggero e della FNSI. A Zavoli si deve l’idea di premiare il cronista locale, un “premio” alla carriera dedicato a un giornalista o a una giornalista arrivato dalla “gavetta” provinciale. Fu così che Alatri ebbe l’onore di premiare ed avere come ospiti Enzo Biagi, Bruno Vespa, Giorgio Tosatti, Carmen La Sorella, Lilli Gruber, Giovanna Botteri. Le riunioni si tenevano a Roma, nella sede dell’Ordine nazionale. La premiazione, naturalmente, ad Alatri, qualche volta coinvolgendo anche le scuole in incontri mattutini durante i quali Zavoli dialogava con gli studenti. Il Premio, purtroppo, nonostante la riconfermata disponibilità di Zavoli, venne cancellato dopo sei edizioni. Tarquini torna oggi a riproporne la prosecuzione: «La mia proposta è di riprendere il Premio Minnucci al corrispondente locale e nel ricordo di Zavoli istituire un Premio a Lui intitolato da conferire, come Lui aveva voluto, a un giornalista venuto dalla nobile gavetta della provincia». È stato più volte a Fiuggi, dal 1980 come vice presidente del Premio Fiuggi ai tempi di Giuseppe Ciarrapico. In seguito è stato alle Terme per presentare i suoi libri, per partecipare ad appuntamenti culturali e per tenere conversazioni le persone del luogo

Il maestro del giornalismo televisivo

Sergio Zavoli è nato a Ravenna il 21 settembre del 1923, cresciuto a Rimini dove ha debuttato come giornalista all’età di 20 anni. Nel 1947 entrò in RAI e da li solo grandi successi. Giornalista flessibile che andava dal tema politico allo sportivo; nel 1958 ideò il “processo alla tappa” che andava a completare le radiocronache del Giro d’Italia; ideò tecnologie artigianali che hanno fatto storia: dall’uso del radiotelefono alla cinepresa montata a bordo dell’auto, fino al microfono volante. Moltissime le trasmissioni che hanno creato un giornalismo moderno, in anticipo sui tempi, citiamo: Tv7, A Z, Nascita di una dittatura, La notte della Repubblica, Viaggio intorno all’uomo, Viaggio nel Sud, Nostra Padrona Televisione. Zavoli è l’unico giornalista premiato due volte ai Pix Italia; il primo nel ’54 con Notturno a Cnosso e nel ’57 con Clausura. Oltre un grande giornalista Zavoli  amava la telecamera infatti tra i migliori amici ebbe Cesare Zavattini e Federico Fellini, montava con meticolosa pazienza sapendo costruire le emozioni della “diretta”, curava i montaggi e le riprese. Per Zavoli era indifferente se intervistava un politico, uno sportivo, un uomo qualunque o un terrorista, voleva che la telecamera si avvicinasse progressivamente al soggetto per concentrarsi sui  lineamenti, per carpirne le reazioni. Tra le tante passioni c’era la scrittura, dallo scandaloso “Socialista di Dio” con cui vinse il Premio Bancarella nel 1981 fino all’autobiografico “il ragazzo che io fui” del 2011 che andava a completare una raccolta di esperienze. Zavoli si avvicinò  progressivamente al Partito Socialista e poi ai Democratici con cui entrerò in Senato nel 2001.  Sposato con Rosalba, la compagna di una vita, dopo la morte della moglie nel 2014 si era risposato nel 2017 con una collega, Alessandra Chello, giornalista al “Mattino”. La sua carriera è fitta di riconoscimenti, dalla laurea honoris causa a Roma alla presidenza della scuola di giornalismo a Salerno, dalla guida della tv di San Marino al cavalierato della Repubblica italiana

“Le false verità sono la via per le azioni più tremende” Zavoli