I cammini della Certosa: il sentiero della Valle dei Santi

I cammini della Certosa: il sentiero della Valle dei Santi
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Quando iniziano le belle giornate di sole…

Avete presente quelle feste comandate in mezzo alla settimana, da un giorno e basta, quando hai poco tempo e non puoi prenotare un weekend a Torino o a Napoli? Hai però voglia di dare un senso al tempo libero, impedire a quelle ore di diventare banali. Per non arrendersi alla pigrizia della vita quotidiana. E poi le previsioni davano ovunque un bel sole. Di quelli già caldi, di primavera inoltrata. Non hai voglia di troppi chilometri, né di troppa città. Ma di una bella camminata in montagna? Quelle che ci puoi portare i figli – anche molto piccoli – e che chiamarlo trekking è già troppo impegnativo? Avevamo la soluzione: gli splendidi sentieri della Valle dei Santi,Certosa di Trisulti, Collepardo, piena Ciociaria. Si parte dal Ponte dei Santi, si segue il torrente, e si arriva fino ad una località nei pressi delle Grotte di Collepardo. È un percorso che passa vicino alla Certosa di Trisulti, il Santuario della Madonna delle Cese, il monastero e l’eremo di S. Domenico. Una passeggiata mistica, protetta interamente dalle fitte faggete dei monti Ernici, sotto le vette del Monte Monna (m.1910) e del Monte Rotonaria (m. 1750) che vantano la presenza di lupi, orsi e caprioli oltre a quella dell’aquila reale. Uno scenario fantastico e suggestivo che regala passaggi su ponti in legno e la bellezza di piccole cascate. Qualche amico ce ne aveva parlato con entusiasmo, ma era una di quelle cose che lasci cadere lì, non t’immagini che vale la pena andarci. Ecco, quello era il momento giusto. Abbiamo chiamato qualche amico, pane e mortadella e via, direzione Collepardo, “Bandiera arancione” del Touring Club.

Le bellezze incontrate lungo il cammino

Si deve attraversare il piccolo paesino, e si continua lungo una comoda strada panoramica seguendo la segnaletica verso la Certosa di Trisulti. Fermatevi, merita senz’altro una visita. La Certosa di Trisulti è uno spettacolo maestoso. Incastonata dentro le montagne dei Monti Ernici, intorno al nulla. Solo verde e silenzio. Qui i monaci certosini fin dal Medioevo preparavano distillati e medicamenti preziosi, tra cui la Sambuca. È ancora possibile visitare una delle più antiche Farmacie monastiche d’Europa. I Certosini – che nel Settecento la impreziosirono con decorazioni classiciste – nel 1947 furono sostituiti dai Cistercensi della vicina Abbazia di Casamari. Per uno strano scherzo della Storia, oggi l’intero complesso monastico è gestito privatamente dall’Istituto Dignitatis Humanae (un’associazione che persegue “la promozione del vangelo in ambito politico, la difesa delle fondamenta giudeo-cristiane della civiltà occidentale nonché la difesa dei valori della vita, della famiglia e degli ultimi”, vicina a Steve Bannon, ex-capo stratega di Trump). Purtroppo quel giorno (ed era un giorno di festa) siamo arrivati fuori di un ristrettissimo orario di visita. Così abbiamo proseguito verso il ristorante “Capo Fiume”, che era il punto di partenza del nostro sentiero. Presi gli zaini, abbiamo iniziato il cammino. Ma pigramente. La segnaletica lungo il percorso ci indicava la direzione giusta. Tutto era diventato un’immagine molto semplice: noi adulti, i bambini, il cane, il torrente, gli alberi. Era quell’immagine che cercavamo. Non avevamo nemmeno bisogno di parlare, tanto era la bellezza che ci circondava. Ma anche la confidenza tra noi. Si scendeva giù lentamente, direi dolcemente.

Emozioni di vita vissuta nel sentiero Valle dei Santi

Quel giorno c’era voluto un po’ per metterci in moto, ma poi ti viene la voglia e cammini. Ogni tanto ci fermavamo a osservare i colori dei fiori appena sbocciati, ogni tanto passava qualche altro camminatore che salutavamo con piacere, orgogliosi di condividere questo piccolo paradiso vicino Collepardo. Io avevo in testa delle figure, tipo: attraversare il ponte in fila indiana, parlare dei cartoni animati anni ’80, commentare serie cult di Netflix, fantasticare sul prossimo viaggio in posti esotici. Ma – soprattutto – avevo voglia di parlare un po’ con mia figlia, di osservarla giocare, di vederla spensierata, di dedicarle tempo. Cose che poi abbiamo fatto davvero, quando – per esempio – abbiamo superato un paio di ponticelli di legno che attraversavamo con la stessa apprensione di quando si attraversa l’Himalaya su un ponte tibetano.
Lungo il cammino non è raro trovare ciclamini, anemoni, primule, bucaneve, orchidee. Dopo un paio di chilometri abbiamo trovato un posto giusto per fare il nostro pic-nic: lungo la riva del torrente, seduti su tronchi di legno. Vicino due piccoli vitellini, sdraiati a prendere il sole, sembravano non preoccuparsi troppo di noi. Però il torrente era troppo invitante per restare con le scarpe chiuse. Cominciarono le bambine a mettere i piedi a mollo e finimmo inevitabilmente tutti con i piedi nell’acqua – gelida – con una sensazione liberatoria. Decidemmo di stare ancora là per un pò, anche perché restava del sole sull’orizzonte e questo ci dava la voglia di prolungare l’energia di quei sentimenti. Raccontarsi, farsi spiegare cose dai piccoli, quando sono loro a cambiare gerarchie, a parlare del loro mondo, a chiederti giudizi su personaggi che tu hai sentito solo di sfuggita. Una foto a questi istanti, e il momento di tornare. Sulla via del ritorno una piccola sosta a osservare l’Antico Monastero fondato da San Domenico nel 996. Da qui parte un piccolissimo sentiero di montagna verso l’eremo, dove il santo visse tre anni in totale solitudine. Ancora uno sguardo alla maestosa Certosa di Trisulti, tappa del Cammino di San Benedetto, poi il rientro a casa. Istantanee, ma senza post.

NOTE TECNICHE
SENTIERO “VALLE DEI SANTI”
Tempo di percorrenza:
1 ora e 50 min. circa
Lunghezza: km. 3,700
Dislivello: m. 120
Difficoltà: facile

Andrea Giorgilli