Quella voglia di libertà, come camminare su una sedia a rotelle.

Quella voglia di libertà, come camminare su una sedia a rotelle.
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La storia di Pietro Scidurlo, un esempio per chi non si arrende davanti alla disabilità e apre una strada percorribile a tutti.

Straordinario cammino di 150 km sulla Via Francigena da Acquapendente nel Viterbese alla Chiesa di San Pietro, Roma. Straordinario perché il cammino è stato percorso da un paraplegico dalla nascita: Pietro Scidurlo.
Arrabbiato con il mondo perché la disabilità gli è stata causata per un’errata manovra durante il parto. Ha ritrovato la sua strada grazie alla sorella Chiara che all’età di quattordici anni gli regalò il libro “il Cammino di Santiago” di Paulo Coelho. Da qui la consapevolezza che chiunque, se messo nelle giuste condizioni, può fare qualsiasi cosa.
Scidurlo nel 2012 con un amico riesce finalmente a organizzare il viaggio per il Cammino di Santiago in handbike. Come dirà poi Pietro:

 “Ero alla ricerca di qualcosa, ma non sapevo cosa; e prima che potessi trovarla, lei trovò me”. 

Rientrato in Italia, fondò la Free Wheels Onlus.

Free Wheels Onlus

L’associazione, senza fini di lucro, Free Wheels Onlus è costituita da volontari e ha come unico scopo quello di aiutare chiunque si voglia avvicinare al mondo delle escursioni, realizzando cammini per tutti. L’anno successivo torna a percorrere il Cammino di Santiago con l’intenzione di scrivere una guida e cosi tre anni dopo viene pubblicata la “Guida al cammino di Santiago per tutti”.

La Via Francigena

Pietro non si ferma qui, non ha trovato solo la sua strada ma anche la pace con il mondo. Adesso sa che la sedia a rotelle non è un limite ma che, come dichiara:

“Le barriere più grandi spesso sono quelle della mente”.

Ora può aiutare tutti, ognuno con le loro esigenze specifiche, con normalità e decide di stupirci con un percorso meno battuto e forse più complicato: la Via Francigena, 150 km formati da basolati romani e vie boscose. lo storico percorso parte da Acquapendente, nel Viterbese, passando per Bolsena, Montefiascone e Capranica, con l’obiettivo di raggiungere il Vaticano.  E qualche giorno fa a Roma Pietro ci è arrivato davvero, non senza difficoltà. Un viaggio affrontato con la compagna Giulia, una guida e la troupe per testimoniare il percorso fatto.  Il progetto, seguito da Aruotalibera.eu., ha lo scopo di illustrare come la Via Francigena possa essere percorsa da tutti. Basta volerlo.

“È vero, siamo arrivati a destinazione ma il viaggio è molto più di questo. Tornare a casa è un partire di nuovo quando i tuoi passi hanno incrociato quelli altrui, è donare un pezzo del nostro io più profondo a chiunque incontriamo…”

L’itinerario percorso da Pietro e il suo team questa volta non è stato difficilissimo, come poi dichiareranno una volta giunti a Roma, la segnaletica è presente e curata, la Via Francigena non è molto frequentata, però i pochi punti critici sono facilmente modificabili.

Perché tutti hanno le loro esigenze”


In questo viaggio sono state realizzate mappature rivolte a tutti i pellegrini con la segnalazione di negozi per persone celiache, quali sono le strutture accessibili e quali no; sono stati segnalati i servizi per chi viaggia con bambini o animali domestici. Tale mappa sarà facilmente reperibile, grazie a un sistema di QR-code che sarà distribuito lungo tutto il cammino.

Gessica Cenciarelli