Origini e curiosità del Carnevale

Origini e curiosità del Carnevale
Curiosità Magazine

Storia della festa mascherata più famosa al mondo

Non è facile indagare e scoprire le origini della festa del Carnevale. In effetti spesso risulta difficoltoso anche solo evidenziare gli aspetti che lo contraddistinguono in quanto, nel corso dei secoli e in relazione alle diverse aree geografiche, questa festività si è arricchita di sfumature sempre nuove ed originali.

Oggi siamo abituati spesso a pensare che il Carnevale sia catalogabile come una semplice festa per i bambini, che mascherati dai loro personaggi preferiti, scorrazzano su e giù per le piazze delle città con coriandoli, stelle filanti o con schiuma da barba e uova per i più tenaci.

Al contrario però, la nascita della Festa, seppur ancora poco chiara, sembra affondare le sue radici nell’Antica Roma e più precisamente nei saturnali romani. Periodo durante il quale si celebravano cerimonie pagane in onore del Dio Saturno, considerato il Dio dell’oro e quindi portatore di periodi fertili e abbondanti, in cui regnava l’uguaglianza. Con la Festa del Carnevale dunque si propiziava l’inizio dell’anno agricolo e quindi il passaggio dall’inverno alla primavera, con festeggiamenti che annullavano qualsiasi tipo di differenza sociale. Grazie all’utilizzo di maschere e vestiti, più o meno bizzarri, indossati come difesa alle potenze diaboliche ostili, le differenze tra nobili e plebei venivano annullate. Gli schiavi quindi potevano essere liberi per tutto il giorno

Inoltre, a livello etimologico, il termine Carnevale sembra che derivi dal latino “carnem levare”, che letteralmente starebbe a significare “togliere la carne”. Secondo la dottrina cristiana infatti, il cosiddetto Tempo di Carnevale, che si colloca a cavallo tra l’Epifania e la Pasqua, si presenta come una sorta di preparazione alla Quaresima, che almeno nella tradizione, implica l’eliminazione della carne durante i pasti, e di qualsiasi tipo di piacere legato ad essa.

Durante il giorno del Carnevale dunque ognuno era autorizzato a lasciarsi trasportare dalle proprie pulsioni terrene, quasi come se non ci fosse un domani.

La tradizione prevedeva che nel corso della giornata tutti fossero autorizzati a consumare i cibi più prelibati rimasti in casa, in previsione del lungo periodo di astinenza. Durante la festa quindi ci si dedicava completamente al cibo, al bere e a momenti di divertimento sfrenato; in effetti questo è anche il motivo principale per cui spesso sentiamo parlare del carnevale con l’appellativo di Martedì Grasso, il giorno che corrisponde esattamente all’ultimo prima del digiuno penitenziale della Quaresima, che inizia con il mercoledì successivo, detto delle ceneri.