Il Monastero di clausura di Boville Ernica

Il Monastero di clausura di Boville Ernica
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Tra operosità e preghiera

A partire dal 1915, presso il Palazzo Filonardi di Boville Ernica, vive una comunità di monache benedettine, trasferitesi in quell’anno da Palazzo Simoncelli, dove vivevano da circa tre secoli, nella nuova sede in ciociaria, che all’epoca si presentava come una spelonca dismessa, buia e di certo poco accogliente.

Questa comunità monastica, come si può facilmente immaginare è assai particolare. Le monache che vivono al suo interno infatti dedicano completamente la loro vita alla contemplazione in clausura, alternando momenti di preghiera a momenti di lavoro, secondo la più classica delle regole benedettine “Ora et Labora”. Molte persone potrebbero pensare che vivere in un monastero di clausura, per antonomasia, possa risultare triste e noioso.

Quando si parla di monastero di clausura in effetti, la prima associazione che salta alla mente è quella di una gabbia, con tanto di restrizioni e divieti severissimi. Al contrario però all’interno del monastero di Boville vive una comunità altamente organizzata e operosa; certo, le ruote e i parlatori a doppie sbarre esistono ancora, ma solo come testimonianza di quello che il monastero è stato in passato, perché oggi le barriere non sono più fisiche ma spirituali, ed il mondo può ricevere grazia nella partecipazione alla comune preghiera.

Per queste monache l’ozio è il nemico dello spirito, il loro credo porta a organizzare in maniera minuziosa la loro giornata. Una giornata scadenzata da preghiere e lavoro, senza che ciò comprometta però la passione e la dedizione con cui organizzano e svolgono laboratori ricreativi. Dalla cucina all’uncinetto, dalla sartoria al ricamo, fino al laboratorio artigianale per la produzione di ostie sacre. Dei veri e propri laboratori, che si presentano come un ponte di collegamento con il mondo, in quanto tutto ciò che viene prodotto può essere venduto.

Curiosità
Monastero Messico
L’incontro tra Madre Vincentita fondatrice de “Las Misioneras del Sagrado Corazòn de Jesùs”  de Xalapa  e la Madre Abbadessa Raffaella Capogna si presentò come una vera e propria occasione attribuita al volere di Dio.
Infatti, ben presto la Madre Vincentita invitò la nostra Madre Raffaella a visitare le terre Messicane, con lo scopo di cercare nuove vocazioni monastiche; fino al 24 giugno del 1999, quando la Madre Abbadessa Raffaella volò verso Città del Messico, dove, a distanza di dieci lunghi anni, contribuirà alla fondazione di un nuovo Monastero nell’Archidiocesi  di Xalapa, Veracruz Mexico.