Terracina, un nome dalle mille leggende

Terracina, un nome dalle mille leggende
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Tante le storie all’origine del nome

Quando si parla di Terracina, si parla di una città situata sull’estremità sud – est della Pianura Pontina, ai piedi dei Monti Ausoni. È composta da un nucleo medievale sul pendio del colle e da una parte moderna distesa in piano sino al mare. Pochi sanno che l’origine del suo nome si ricollega a più di una leggenda.

Quella più conosciuta narra di un gruppo di esuli spartani che, fuggiti dalla loro patria, approdarono sulle coste del Tirreno e fondarono un villaggio in località Feronia ai piedi del Monte Leano, dove poi sorse un tempio in onore della divinità omonima. Si dice che i coloni spartani mantennero le loro usanze, come quella di far cenare gli ospiti non su di una tavola imbandita ma sulla terra nuda, da ciò il nome della città Terra – cena (Ταρρακινή in greco antico), poi trasformatosi nel latino Tarracina. Di tale usanza, però, pare non esserci alcun riscontro documentale, non potendo collegarlo neanche all’etimologia del “secondo nome” di Terracina:Anxur. Quest’ultimo nome è di origine volsca, una popolazione vissuta nel Lazio dal VI al IV secolo a.c., che utilizzò il nome di Anxur, riferendolo al proprio Dio protettore. Il vocabolo che, letteralmente, significa “senza rasoio” è collegato al Giove fanciullo e quindi imberbe che però non ha alcuna attinenza con la parola cena introdotta dalla parola Terra – cena / Terracina della nostra prima leggenda.

Un’altra strada per risalire all’origine del nome è quella che lo collega al vocabolo etrusco Trachna, da cui deriverebbe il nome di Terracina. Il nome Trachna è collegato anche alla città di Tarquinia e ai re di Roma Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo. Secondo lo storiografo Tito Livio l’etrusco Tarquinio il Superbo (VI sec. a C.) avrebbe inviato coloni a Segni e a Circeii, perché fossero di presidio sulla terra e sul mare. Questo, purtroppo, risulta essere l’unico dato certo in nostro possesso. Il centro storico di Terracina, infatti, sorge su due modeste alture prospicienti il mare: quella più bassa fu sede dell’abitato originario, mentre su quella più elevata, denominata colle di San Francesco, venne insediata l’acropoli.

Ulisse e la sua Odissea

Infine, partendo dall’ubicazione dell’acropoli di Terracina, non mancano i riferimenti alla mitologia: nell’Odissea la città fu identificata con il paese dei Lestrigoni o con la sede della maga Circe. L’Acropoli di Terracina fu il luogo da cui, come racconta Omero, Ulisse salì per guardarsi intorno, osservando il contorno dell’isola Eea (l’attuale promontorio del Circeo). Se storia e leggenda combaciassero sul Pisco Montano avrebbero dovuto esserci le attrezzature della nave di Ulisse, messe in deposito, in attesa della ripartenza dell’eroe per Itaca. Altre ipotesi identificherebbero Terracina nella città di Lamo, un florido centro abitato dai Lestrigoni, nel cui porto sarebbe approdato Ulisse.

“Bello e ampio n’è il porto; eccelsi scogli Cerchianlo d’ogni parte, e tra due punte, Che sporgon fuori e ad incontrar si vanno, S’apre un’angusta bocca…”

L’identificazione con la città di Lamo deriverebbe dalla descrizione che Strabone fa di Terracina, caratterizzata dall’asprezza de’ montuosi scogli, a quale è sovrapposta.

Un porto, quindi, quello di Lamo, che sarebbe stato circondato da alti scogli, delimitato in modo da lasciare solo uno stretto ingresso. La città vera e propria, poi, si trovava più in alto, tanto che, per raggiungerla, una volta sbarcati, si doveva:

“La via diretta seguitar, per dove i carri conducevano alla cittade dagli alti monti la troncata selva.”

Insomma se tutte le strade portano a Roma da questo articolo possiamo dire che tutte le storie (o quasi) ci riportano a Terracina.

Pietro Antonucci