La Selva di Paliano

La Selva di Paliano
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Il Polmone verde della Ciociaria

La Selva del comune di Paliano, in Ciociaria, si presenta come un’immensa distesa boschiva e naturalistica, che si estende per oltre 400 ettari di terreno. Tra radure, colline ondulate, vigneti profumati e boschi sempre verdi, a macchia di leopardo, si aprono su tutto il territorio piccoli specchi d’acqua dolce, che interrompono la linearità del paesaggio.

Nata come Parco Uccelli, la Selva fu fondata nel 1974 per volere del Principe Ruffo di Calabria. Nell’arco di pochissimo tempo divenne uno dei parchi più variegati e ricchi dell’Italia centrale. Con circa 200 specie di animali differenti, tra anatre, uccelli, cigni, struzzi, aironi e fenicotteri, per trenta anni il parco è stato una vera e propria attrazione per milioni di visitatori, tanto da aver ospitato numerosi personaggi illustri, tra i quali architetti provenienti da ogni parte del mondo e grandi nomi di casa nostra, come Roberto Benigni e Massimo Troisi, che, dopo aver visitato il parco, rimasero talmente tanto colpiti dalla bellezza e dalla biodiversità che vi trovarono, da volerne fare il set del glorioso film “Non ci resta che piangere”.

A partire dai primi anni del nuovo millennio però qualcosa iniziò ad andare storto e la Selva si ritrovò a dover fare i conti con una grave economica, relativa principalmente alle difficoltà gestionali, che mano a mano iniziarono a palesarsi, in concomitanza alla creazione della discarica di Colle Fagiolara a pochissimi metri dal parco. Ora, di quello che era stato il parco, solo un ricordo, lontano e sbiadito.

Per otto anni dunque La Selva di Paliano rimase chiusa al pubblico e completamente abbandonata. Fino al Primo Maggio 2010, quando il parco, grazie al recupero e agli interventi messi in atto dalla Regione Lazio, è ritornato al suo antico splendore. Oggi l’area è costituita da circa 413 ettari, dedicati per lo più al pascolo e per usi agricoli. In più troviamo un mulino con casale fortificato di epoca medievale e un’area di interesse archeologico. Un luogo eterogeneo che con orgoglio sta cercando di riscattare se stesso.

Nonostante La Selva oggi giorno non sia più quella di una volta, fortunatamente l’impegno degli enti regionali hanno fatto sì che si avverasse il sogno del principe Ruffo, vale a dire quello di non far disperdere tutta la proprietà in una trentina di lotti. La Selva rimarrà sempre un polmone verde che ossigena il territorio della Ciociaria, una dimora perfetta per tutte le specie protette che vi abitano.

Un monumento naturalistico a forte impatto emozionale che contraddistingue il nostro territorio.