La bellezza ciociara nell’arte del XIX sec.

La bellezza ciociara nell’arte del XIX sec.
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Le Muse ispiratrici

La bellezza ciociara ha da sempre ispirato artisti di ogni genere: poeti, musicisti, pittori e registi; muse rappresentate nella loro incomparabile bellezza, hanno suscitato nell’immaginario collettivo emozioni anche a distanza di anni.

Michele Santulli, stimato storico, all’interno del suo libro “Modelle e modelli ciociari nell’arte europea, a Roma, Parigi, Londra nel 1800-1900”, illustra i capolavori pittorici e scultorei che hanno come protagoniste le donne originarie della Ciociaria.

Da questo studio il primo dato che emerge è che la maggior parte delle muse ritratte sono donne provenienti dalla Valcomino, e in particolare dal comune di Gallinaro, in quanto durante la fine del 1800 si verificò una massiccia emigrazione della popolazione residente nella terra della Ciociaria, verso l’Inghilterra e in Francia, dove la meta più ambita era senza dubbio Parigi, la quale godeva di una fiorente economia.
In particolar modo, a quei tempi in Francia c’era una particolare attenzione alla ricerca del bello in tutte le sue forme artistiche e la musa ciociara ha incarnato per diverso tempo questo ruolo.

Tra i altri artisti, che si sono lasciati inspirare da queste donne troviamo il pittore e scultore Rodin (‘800/primi del ‘900), il quale traeva ispirazione dalle movenze e dagli atteggiamenti di due sorelle, Adèle e Anna Abruzzesi, originarie delle campagne ciociare, che ritroviamo raffigurate nelle opere: “Le due sorelle”, “Iris” e “Torso d’Adèle”.

Loreta Arpino, in arte Laurette, anche essa proveniente dalla Valcomino è la musa per eccellenza di Herni Matisse, tanto da essere stata raffigurata in quasi cinquanta opere dell’artista. Una collaborazione che perdurò per diversi anni, al punto di creare un rapporto quasi amorevole tra i due, tanto che Jack Flam, noto studioso dell’artista, nella sua opera “Matisse in transition, around Laurette” documenta che Matisse si rifiutò di esporre e vendere alcune opere che raffiguravano la sua modella, quasi a volerla tutelare.

Ciò che emerge maggiormente da queste rappresentazioni è che entrambi gli artisti, nel raffigurare le loro muse, preferiscono “svestirle” delle loro tradizioni terrene quasi a volerle elevare ad uno status divino.

CURIOSITA’

L’immagine di Rosalina Pesce, da Gallinaro, che posò per lo scultore Oscar Roy, prestò la sua immagine per la realizzazione dellaMoneta Francese Bellezza Ciociara moneta d’argento della erza Repubblica francese, dove è raffigurata come una seminatrice all’opera nei campi. Il modello, fu poi riutilizzato sia per il nuovo franco, sia per l’illustrazione, dal 1903 al 1941, su una serie di francobolli.

Inoltre ad oggi la figura della donna è divenuta uno dei tre simboli scelti dalla Francia per essere rappresentati sulle facce nazionali dell’euro, insieme al busto di Marianne e all’albero.