Il Litorale Pontino, un Viaggio nella Mitologia

Il Litorale Pontino, un Viaggio nella Mitologia
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Nella parte meridionale del Lazio si apre un nobile e ammaliante scenario, delimitato da bellezze naturalistiche e paesaggistiche, nonché da itinerari ricchi di storia e di leggenda, di quei posti che sanno regalarti delle emozioni fatte di mille sfumature. Emozioni dolci, coinvolgenti, sorprendenti e velate da quei toni di mistero che solo i luoghi di imprese mitologiche e leggendarie sanno concedere.
Omero li descriveva nei viaggi di Ulisse dell’Odissea, quando dopo anni dalla fine della guerra di Troia, vicenda che lo portò a fuggire, tentò tra mille disavventure e presagi di tornare a casa. A Itaca, infatti, la sua famiglia è sotto assedio dei Proci (119 nobili di Itaca) intenti in una contesa per la mano di Penelope (moglie di Ulisse) e ottenere così la corona.
Più tardi Virgilio, tra il 29 e il 19 a.C, vi ambienta alcuni versi di una delle opere più conosciute al mondo e considerata un vero e proprio capolavoro dell’epoca latina. Un omaggio all’imperatore Augusto, intento dopo la caduta della Repubblica a tornare a quei valori morali, consoni al nome di Roma: l’Eneide.
Enea, figlio di Venere e del mortale Anchise, fugge da Troia perché il fato gli “ordina” di fondare un nuovo popolo. Seguendo il volo di un’aquila, l’eroe troiano approda nelle coste laziali, dando vita al popolo romano e alla stirpe Julia, a cui appartiene l’imperatore Augusto. Ad oggi l’aquila è il simbolo della grandezza di Roma, presente in molte testimonianze dell’antico impero.

Le Vicende Mitologiche

Ulisse nel Golfo di Gaeta, dopo aver ormeggiato le sue navi, si rifornì di viveri e si imbatté nei terribili Lestrigoni, dei giganti che per ordine del loro re distrussero tutta la flotta, uccidendo tutti i marinai. Solo l’eroe e l’equipaggio della sua nave si salvarono, avendo lasciato l’imbarcazione ancorata fuori dal porto.
Enea, sempre nell’incantevole golfo, fece trovare sepoltura alla sua nutrice Caieta, fuggendo dalle terre della maga Circe per continuare il suo viaggio più a nord delle coste laziali. Il nome della città per molti prende proprio il nome dalla nutrice, tanto che Dante confermò l’accadimento, quasi come conferma della storicità dell’Eneide più che della sua leggendarietà.
Proseguendo sull’Acropoli di Terracina, nella cui sommità si apre solenne l’antico tempio dedicato a Giove Anxur, fu invece il luogo in cui Ulisse salì per osservare l’isola Eea, l’attuale monte del Circeo e tutt’intorno il territorio. Proprio qui, il protagonista dell’Odissea, seppellì il suo amico Elpenore. Un’interessantissima ricostruzione artistica delle vicende di Ulisse, si trovano nel museo archeologico della vicina Sperlonga, dove è possibile ammirare dei magici gruppi statuari che ricordano le peripezie dell’eroe.
San Felice Circeo è infine il luogo dove i due leggendari personaggi, hanno incorso in due destini differenti con la maga – per molti dea –  Circe. L’affascinante figura mitologica accoglie Ulisse nel suo palazzo, immerso nel suggestivo verde del monte (ad oggi morfologicamente sembra dipingere il profilo di Circe) e della sua vallata, abitato da animali selvatici, e da cui proviene risonante un’ammaliante voce melodiosa. Proprio qui i due vissero anni di amore, tra la passione e il dolore della maga che sarà costretta, nonostante abbia trasformato i compagni del suo amato in maiali e lo ha confinato nella caverna del gigante Polifemo, dovrà rinunciare al suo amore, deciso di tornare a casa dalla sua amata Penelope.
Nell’Eneide Virgilio riprende quasi fedelmente la descrizione del Circeo narrata da Omero: il bel canto, il telaio a cui la dea siede e tesse, il verde e gli animali selvaggi. Ma se la descrizione di Omero è volta ad un aiuto e consiglio della maga, quella di Virgilio è più terrificante, sottolineando la protagonista mitologica come una figura malvagia da evitare. L’esperienza di Enea sarà ben diversa da quella di Ulisse e aiutato dalla tempesta scaturita volutamente dal dio Nettuno, scamperà alla pericolosa maga.

Le Aree Protette

Assolutamente da non perdere è la visita dei luoghi narrati, i quali hanno ispirato il nome delle aree protette istituite nel territorio, ricco senz’altro, oltre che di un vasto repertorio storico dato dalle numerosissime testimonianze romane, pre-romane e medievali, anche di preziose risorse naturalistiche. Suggestivo è passeggiare tra le aree verdi a picco sul mare, immergersi nelle grotte naturali, magari immaginando le gesta narrate nelle opere più importanti del repertorio antico.
Parliamo della Riviera di Ulisse, un Ente Parco regionale che ha il compito di gestire le tre aree protette del Parco di Monte Orlando, del Parco di Gianola e Monte di Scauri e del Monumento Naturale Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento – Punta Cetarola. Queste tre aree protette si inseriscono perfettamente nei contorni dei quattro comuni a cui appartengono: Formia, Gaeta, Minturno e Sperlonga. L’Ente Parco all’interno di queste comunità si occupa di valorizzare e tutelare le aree protette, promuovendo progetti informativi di prevenzione e di intervento per una migliore fruizione.
Molto più piccola, ma pur sempre preziosa è infine la riserva del Parco Nazionale del Circeo, attuando oltre un’attenta ospitalità, vari itinerari tra sentieri, zone naturali e archeologiche, educazione ambientale e tante altre iniziative non meno interessanti.

Link Utili
:
www.parcocirceo.it
www.parcorivieradiulisse.it

Elisa Rossi