Il Lazio è una terra eterna, i castelli

Il Lazio è una terra eterna, i castelli
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I Castelli

FUMONE

Insediamento presente già in epoca romana a controllo del vasto territorio sottostante. Il primo documento ufficiale in cui compare il nome di Fumone è la “ Donazione Ottoniana” quando nell’anno 962 l’imperatore di Germania, Ottone 1° di Sassonia, donò alla Santa Sede e al suo Pontefice Giovanni XII , le città di Teramo, Rieti, Norcia, Amiterno e l’Arx Fumonis. Sarà luogo di carcerazione per prigionieri politici pontifici, uno dei più noti: Celestino V. Il castello di Fumone nei secoli fu trasformato dalla famiglia Longhi in propria residenza di campagna. Oltre al santuario celestiniano, i discendenti del cardinale Guglielmo Longhi, nominato proprio da Celestino, costruirono il gigantesco giardino pensile, ampliarono il palazzo aggiungendo al mastio la parte seicentesca del Piano Nobile, e settecentesca confinante con il giardino. Oggi residenza signorile e location per eventi, ha subito qualche trasformazione interna.

Castello di Fumone

TREVI NEL LAZIO

Il Castello si erge su una roccia calcarea e copre un’area di circa 800mq, costruito intorno all’IX secolo come fortificazione militare per difendere il territorio di transito, divenne proprietà della famiglia Caetani intorno alla fine del XIII secolo, e resterà di loro proprietà fino al XV secolo. Fu residenza privata di Pietro Caetani, nipote di Bonifacio VIII,  a partire dal 1297. Fu proprio con l’avvento della famiglia Caetani nel 1299 che il Castello visse il suo momento di massimo splendore, fino al 1471, quando Cristoforo Caetani fu cacciato dalla popolazione per malgoverno. Con il passare del tempo le abitazioni del borgo si addossarono alle sue mura. Ristrutturato a partire dal 1984, oggi è stato recuperato nelle sue linee essenziali,  ospita al suo interno un piccolo museo.

Castello Caetani Trevi nel Lazio

TORRE CAJETANI

Sorto in epoca romana come torre fortificata, il Castello alla fine del XIII secolo diventò feudo della famiglia Caetani. L’acquisto fu voluto dal Papa Bonifacio VIII con la bolla “Circumspecta Sedis” del 10 febbraio 1303. Nel corso dei secoli successivi i Caetani ingrandirono e fortificarono il Castello, provvedendo alla costruzione di mura perimetrali, di fossati, di ponti levatoi e di vari torrioni di difesa. Oggi dimora signorile, utilizzata per eventi, ha subito nella parte interna piccole trasformazioni.

Castello Torre Cajetani

VICALVI

Il castello longobardo di Vicalvi fu costruito nel X secolo e conobbe saccheggi e distruzioni legate alla sua posizione strategica nel cuore della Valle di Comino. Fu assaltato dai Saraceni e dalle truppe di Enrico di Hohenstanfen, passò di mano in mano nei secoli e appartenne anche ai monaci benedettini di Montecassino. Fu la base, nel 1187, per la partenza di uomini per la Terra Santa ed accolse tra le sue mura anche le monache di San Nicandro. Seppur rovinato in molti punti, si possono ancora notare le stanze, alcune affrescate, di cui il castello era dotato, la cappella con ancora visibile un affresco raffigurante una Madonna Nera, la Sala Capitolare. Dal castello si può ammirare un panorama che offre una visuale a tutto campo sull’area sottostante con i boschi, le montagne, i paesi circostanti della Valle di Comino e il borgo antico di Vicalvi.

Castello di Vicalvi

 

CAMPOLI APPENNINO

La torre, alta ben 25 metri, fu costruita da Landolfo d’Aquino sui resti di una precedente base quadrata risalente al IX secolo. Domina tutto il paese di Campoli Appennino, ha pareti spesse e possenti, caratterizzate dall’apertura di alcune feritoie da cui si lanciavano frecce, olio bollente o pietre contro i nemici. Nella parete sud è possibile osservare un leone rampante scolpito su pietra, simbolo della nobile famiglia dei Cantelmo, che seguì i D’Aquino nel dominio su Campoli Appennino. Inoltre sono di particolare interesse le orlature del paramento sovrastante. All’interno vi è una scala a chiocciola che sale fino ai tre quarti di altezza della torre, mentre forse si saliva fino alla cima tramite una scala in legno. In origine la torre era collegata al Palazzo Ducale del paese. Dalla sommità la vista spazia dai Monti Lepini alle montagne che danno verso l’Abruzzo.

Castello Campoli Appennino

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