Il Lazio è una terra eterna, archeologia

Il Lazio è una terra eterna, archeologia
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L’archeologia

FERENTINO

Il Lazio è Una Terra Eterna Archeologia Mercato Romano Ferentino

Uno dei pochi paesi che conserva, al suo interno, un’ area archeologica con monumenti ancora oggi ben conservati ed integrati nel tessuto cittadino. Circondata da imponenti mura poligonali, sovrastata dall’ imponente Acropoli ci stupisce con piccole sorprese come il suggestivo “Mercato Romano“, databile tra il II e il I sec. a. C., in ottimo stato di conservazione. La città, durante il periodo romano, conobbe pace e splendore, divenendo meta  villeggiatura poiché aveva aria salubre e tutte le comodità di una città: il Teatro romano (II sec.d. C) e le Terme in parte incluse sotto la chiesa di S. Lucia. Le numerose epigrafi, rinvenute nel centro storico, rappresentano una tangibile testimonianza della presenza a Ferentino di personaggi prestigiosi. Un importante documento storico è rappresentato dal monumento funerario del censore romano Aulo Quintilio Prisco

SUBIACO

Il Lazio è una Terra Eterna Archeologia Villa di Nerone

Villa di Nerone e i tre laghi. Prima del 60 d.C. Nerone si dedicò alla costruzione di una villa presso le sponde del fiume Aniene. L’edificio, spettacolare nelle dimensioni, si distribuiva su diversi livelli ed era incorniciato da tre laghi artificiali, i Simbruina stagna. Gli scavi attuali hanno messo in luce un rilevante parte della villa, disposta su due piani con una grande abside e diversi ambienti comunicanti tra loro. Un imponente ponte-diga collegava le due sponde del fiume Aniene e funzionava da sbarramento per le acque. Di questo pons marmoreus, rimangono poche tracce delle sue fondazioni.

ARCINAZZO ROMANO

Il Lazio è Una Terra Eterna Archeologia Altipiani di Arcinazzo Villa di Traiano

Villa di Traiano. Benché non sia esplicitamente ricordata nelle fonti, la villa che rientra nel territorio dell’antica Treba Augusta o di Afilae fu attribuita all’imperatore Traiano grazie al ritrovamento di una fistula aquaria con la titolatura imperiale. La villa fu destinata al soggiorno estivo dell’imperatore ma doveva anche soddisfare la passione venatoria dello stesso, come Plinio il Giovane rivela nel suo Panegirico. La struttura, ancora in gran parte non scavata, doveva essere composta da almeno due vaste platee. Il primo terrazzamento è costituito da un ampio giardino, decorato da fontane ed esedre, con strutture di servizio ai lati. Il secondo, ancora da scavare, dovrebbe essere identificata come l’area residenziale dell’intera struttura.

FREGELLAE

Il Lazio è Una Terra Eterna Archeologia Fregellae

Insediamento volsco distrutto dai Sanniti verrà ricostruita dai Romani nel 313. La sua posizione su un pianoro elevato ne farà uno dei più importanti capisaldi difensivi romani. L’episodio più noto della vita della città coincide con la sua distruzione, che avviene nel 125 a.C. L’identificazione del sito occupato dalla città dovuta al Vitagliano (1653), è stata definitivamente dimostrata da Giovanni Colasanti, e confermata dagli scavi in corso. Si tratta di un esteso pianoro (più di 80 ettari), occupato quasi interamente dall’abitato quasi esclusivamente di età repubblicana, come si deduce dalla presenza di manufatti antichi diffusi su tutta la superficie.

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