Il Cammino di San Pietro l’Eremita

Il Cammino di San Pietro l’Eremita
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Tanti, troppi e forse anche infiniti gli articoli che parlano di itinerari culturali ma…

…questa volta è diverso, perché vi racconterò la storia di un uomo fattosi Santo che, attraverso i suoi passi ha guidato intere comunità di fedeli e ha consentito la nascita di un nuovo cammino: Pietro l’Eremita. Soprannominato “cavaliere itinerante”, Nacque a Rocca di Botte (Abruzzo) nell’undicesimo secolo. Dopo l’adolescenza decise di vivere nella carità a Tivoli e successivamente si recò a Subiaco dove entrò in contatto con i monaci benedettini dell’abbazia del Sacro Speco. Negli ultimi venti giorni di vita terrena si trovò a Trevi nel Lazio dove cosse il pane a forno freddo e fece riacquistare la vista ad un giovane. Il 30 agosto 1052 morì di stenti nella parte posteriore di una scala, luogo dove si rifugiava sempre. L’effigie è stata replicata nella chiesa di Trevi e a lui dedicata nel 1690. La canonizzazione fu decretata da papa Innocenzo III e avvenne il 1º ottobre 1215 ad opera del vescovo di Anagni, Giovanni IV. Oggi, San Pietro l’Eremita è il patrono di due tra i più bei borghi d’Italia: Rocca di Botte e Trevi nel Lazio.

Tutti questi avvenimenti, hanno suscitato l’interesse di un piccolo gruppo di persone che hanno costituito l’Associazione “Il Cammino di San Pietro Eremita” con l’obiettivo di analizzare il percorso, ricercare le vie giuste, quelle più antiche e le strutture per l’accoglienza, ma anche creare una famiglia di volontari, di amici. Il tracciato, non ancora definitivo, è formato da tre anelli (detti cerchi del pellegrino): il Cerchio della Evangelizzazione, quello del gemellaggio e quello dei miracoli postumi. Un itinerario che tocca 15 bellissimi borghi del centro Italia, tra cui spiccano Carsoli (che ospiterà il prestigioso Premio Hombres 2019), Subiaco (sede dell’unico monastero sopravvissuto ai terremoti e alle distruzioni saracene voluto da San Benedetto) e il santuario della Santissima Trinità.

Per ufficializzare il cammino, sabato 24 novembre c.a. a Trevi nel Lazio, è stata affissa una targa nella chiesa del Santo in presenza dei compari, del Sindaco di Rocca di Botte Fernando Marzolini e il Sindaco di Trevi Silvio Grazioli. Il medesimo evento si terrà sabato 15 dicembre a Rocca di Botte. Il progetto è solamente all’inizio ma Enzo D’Urbano, ideatore di tutto, bene ha saputo costruire un ponte tra l’obiettivo e il risultato attraverso l’aiuto di ogni singola comunità.

 

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Giulia D’Angeli