I Popoli Italici e le Mura Megalitiche

I Popoli Italici e le Mura Megalitiche
Alatri Anagni Arpino Atina Cassino Città Cori Cultura Curiosità Ferentino Filettino Fiuggi Frosinone Latina Località da visitare Magazine Natura Norma Ponza Roma San Felice Circeo Territorio Trivigliano Ventotene Veroli

I popoli italici e le mura megalitiche

La storia novecentesca di Fiuggi Fonte è ormai conosciuta a livello internazionale; così pure tantissimi hanno ormai apprezzato le bellezze del centro storico medievale, arroccato sul Colle Anticolano: dove a partire dal periodo dell’incastellamento, intorno al X-XI secolo d.C., per timore delle scorrerie si erano rifugiati, protetti da mura turrite, gli abitanti di quella che fino al 1911 era conosciuta con il toponimo Anticoli di Campagna.

Per secoli le sue porte venivano aperte solo alla “alzata” del sole, così da poter raggiungere i campi coltivati, per esser richiuse alla “calata”; due millenni fa invece, all’epoca della pax romana, la pianura ai piedi del colle era tranquillamente popolata e lavorata: lo dimostra la grande villa rustica in località San Lorenzo, databile tra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del I d.C. Le sue quattro, capienti cisterne e gli scavi recenti lasciano intuire che doveva trattarsi di un possedimento produttivo ben esteso e sicuramente molto ricco, visti gli splendidi frammenti di mosaico qui ritrovati.

Alatri Porta Maggiore dell'Acropoli

Ph. Daniele Baldassarre

Ma, storia meno conosciuta, gli insediamenti in terra anticolana sono iniziati ancor prima! E sia pur tralasciando la mitica cittadina di Felcia – della quale in passato si è parlato attribuendola agli Ernici, nonostante in realtà non se ne siano trovate testimonianze archeologiche – la cronologia di Anticoli-Fiuggi si può comunque incrementare di alcuni secoli, quantomeno fino a quelli della Res publica Populi Romani. Nel periodo repubblicano, infatti, in tutta questa regione crebbero molte villae rusticae, caratterizzate da una basis e da terrazzamenti in grandi blocchi poligonali di calcare; e forse – oltre al ristretto gruppo di appassionati cultori fiuggini che li hanno segnalati – ancora pochi sanno che i circoscritti ma significativi resti di simili mura al di sopra del Convento dei Cappuccini, studiati dall’archeologo Davide Pagliarosi nel 2012 e pubblicati da chi scrive nel 2014-15, appartengono con tutta probabilità proprio ad un insediamento rurale antecedente di due, tre secoli quello di San Lorenzo. Stessa funzione di terrazzamento agricolo dovevano poi avere i notevoli blocchi che affacciano sul lago di Canterno in località Colle Giove, nel territorio di Trivigliano, anche essi pubblicati solo nel 2015.

Questi ritrovamenti ci riportano dunque al primo millennio avanti Cristo, ma in particolare ci introducono in una realtà che costituisce, a mio parere, il patrimonio architettonico-archeologico di maggior peculiarità del Lazio meridionale: le mura megalitiche in opera poligonale, le cui origini si fanno risalire a quei popoli italici (Latini, Equi, Ernici, Volsci, Sanniti, Ausoni…) che ne abitavano i rilievi montuosi ancor prima della dominazione romana.

Da Palestrina a San Vittore del Lazio, da Filettino al Circeo, questa arcaica terra è disseminata di dominanti acropoli, vaste cinte urbane che risalgono le pendici, spettacolari santuari, templi, bases villarum, terrazzamenti, sostruzioni stradali… tutti caratterizzati da un’imponenza costruttiva non di rado stupefacente (eppure non considerata e salvaguardata quanto dovrebbe; anche se stiamo cercando di far rientrare questa realtà nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO).

Segni Interno della Porta Saracena

Ph. Daniele Baldassarre

Fiuggi ha il privilegio di essere in una posizione abbastanza centrale per raggiungere tali siti, in Provincia di Frosinone ma anche in quelle di Roma e Latina e, volendo, in Abruzzo (penso ad esempio alla splendida Alba Fucens, distante meno di cento chilometri).

In special modo è vicinissima a tre delle cinque che venivano definite “Città di Saturno”: Alatri (circa 18 km), Anagni (19 km) e Ferentino (19 km). E se nella celebrata Anagni papale – già capitale religiosa degli Ernici in rivolta e per questo totalmente distrutta dai Romani nel 306 a.C. – si trovano solo limitati resti in poligonale nelle aree rurali, ad Alatri e Ferentino si possono ammirare non pochi autentici capolavori.

Da più di due secoli i viaggiatori, gli artisti e gli studiosi di tutta Europa ed oltre (basti citare Marianna Candidi Dionigi, Edward Dodwell, Edward Lear, Ferdinand Gregorovius, Thomas Ashby…) hanno iniziato a descrivere e ritrarre visioni sorprendenti come la “Porta Maggiore” nell’Acropoli alatrense o l’altissimo avancorpo in quella ferentinate.

Siamo di fronte a realizzazioni veramente “ciclopiche”!

Il monolite che funge da architrave nella famosa porta di Alatri misura ben oltre quattro metri, per decine di tonnellate di peso; e del resto non è da meno il vicino spigolo delle mura, il cosiddetto “Pizzo Pizzale” che, prima dei lavori di creazione della sottostante strada, venne misurato nel 1889 in 16,62 metri d’altezza.

In fondo, anche le altre due città “saturnie”, Arpino (54 km) e Atina (74 km), non sono poi troppo distanti. A Civitavecchia di Arpino troverete la Porta “ad ogiva” ammirata da Heinrich Schliemann, che riportò in luce Troia e Micene; e nei dintorni montuosi di Atina potens potrete scoprire tra la vegetazione tratti di una cinta estesissima, che proteggeva le sue manifatture di armi di cui si parla nell’Eneide.

Ferentino Avancorpo dell'Acropoli

Ph. Daniele Baldassarre

Sulla strada per i due centri, si consiglia anche una sosta a Veroli (30 km da Fiuggi), le cui arcaiche mura salgono sino alla Torre di San Leucio, da cui si gode un panorama memorabile!

Certo molti altri sono i siti megalitici in cui si potrebbe giungere da Fiuggi con massimo un’ora di percorrenza, o poco più; in effetti però la lista dei luoghi da visitare sarebbe lunga e in questa sede ci limiteremo ad elencarne almeno alcuni.

Partendo da nord, a Palestrina (41 km), l’antica Praeneste, meraviglia il Santuario della Fortuna Primigenia, che era il più grande complesso architettonico dell’epoca repubblicana; e sulla cima del monte la sua Acropoli oggi costituisce un comune a sé: Castel San Pietro Romano.

Sul versante opposto della Valle del Sacco, adagiata su un rilievo dei Lepini, Segni (37 km da Fiuggi): con la chilometrica cinta e la famosa “Porta Saracena”. Da qui, attraversando la catena montuosa grazie a una strada immersa nella Natura, si raggiunge (altri 20 km) Cori, le cui mura furono immortalate sin dal Settecento da Giovan Battista Piranesi; e proseguendo (per 14 km) con un’antica viabilità montana si arriva, appena fuori della medievale Norma, a Norba: parco archeologico di un’intera città in opera poligonale.

A sud, una visita a Montecassino (97 km) è praticamente d’obbligo: soprattutto per l’Abbazia culla del monachesimo occidentale, ma anche per l’Acropoli della prima Casinum, con i suoi resti di mura e basamenti di templi, sui quali all’inizio del VI sec. d.C. San Benedetto iniziò ad edificare quello che sarebbe poi divenuto un grandioso monastero.

Il Monte Circeo è più distante ad ovest (circa 100 km dal Colle Anticolano), eppure merita una escursione: oltre che per lo splendido recinto fortificato sulla cima, per la vista che da esso si gode, con il mare aperto centinaia di metri più in basso e, sull’orizzonte, l’arcipelago delle isole Ponziane!

Monte Circeo e le Isole Ponziane

Ph. Daniele Baldassare

Daniele Baldassarre
Profilo facebook: Mura Poligonali

Logo Centro Studi Mura Poligonali