I dieci castelli di Latina: prima parte

I dieci castelli di Latina: prima parte
Città Cultura Latina Lenola Località da visitare Maenza Magazine Musei Priverno Sermoneta

Itinerario alla scoperta dei castelli medievali di Latina e dintorni

Uno degli aggettivi che maggiormente si presta a descrivere la provincia di Latina è “variegato”, o meglio “variegata”.

Mare, promontori e immense distese coltivate racchiusi in una sola, incredibile entità. È grazie a una spiccata proprietà camaleontica che questo territorio riesce incredibilmente nell’adeguarsi al mutare della domanda turistica, assumendo ora la forma di locus amoenus, ora terra avventurosa, ora caleidoscopico itinerario culturale.

Trai percorsi più interessanti, adatto a una vasta tipologia di pubblico, quello alla scoperta degli antichi castelli di Latina e dintorni. In un tragitto ideale o – perché no – reale, dall’interno verso la costa, mostreremo, in due articoli, le fortezze più affascinanti di questo meraviglioso territorio.
Punto di partenza Sermoneta, con il Castello Cajetani: ad oggi, uno dei più importanti del Lazio. La sua costruzione si deve alla famiglia Annibaldi, nel 1200.
È però con i Cajetani che Sermoneta e la sua rocca raggiunsero il massimo splendore, mediante manovre di ampliamento durante le quali fu realizzata la maestosa Sala dei Baroni (1300). Al 1470 risalgono le “Camere Pinte”, stanze i cui affreschi sono stati attribuiti a un allievo del Pinturicchio.
Sottoposto ai Borgia per tutto il Cinquecento, divenne fortezza militare sino al 1605, quando i Cajetani tornarono per precipitare poco dopo in un lento abbandono terminato solo nel 1800. L’avventura tra ponte levatoio, “Maschio” e “Maschietto”, “lunga batteria” e “camminamento di ronda” permetteranno al visitatore non una semplice escursione, ma una entusiasmante full immersion nel passato.
Per info su orari e biglietti visitare www.fondazionecaetani.org.
Procedendo verso Priverno, ci si imbatte nel Castello di San Martino: costruzione a pianta quadrata risalente al 1565, situato all’interno di un parco omonimo, ricco di specie faunistiche e adiacente alla Villa Tolomeo Gallio. Maggiori informazioni al link www.prolocopriverno.it.
Spostandosi ancor più nell’entroterra si raggiunge Maenza, col suo Castello Baronale. È qui che, nel 1274, durante il soggiorno di San Tommaso d’Aquino, avvenne il “Miracolo delle arringhe fresche”. L’aspetto attuale si deve ai Conti di Ceccano (1500) che, da semplice torre di avvistamento, lo trasformarono in residenza privata.
Ulteriori informazioni al sito www.italiavirtualtour.it.
Procedendo a sud-est, è la volta di Lenola. Edificato nell’Alto Medioevo, il Castello Baronale ha subito nel tempo restauri così imponenti al punto che oggigiorno è un’abitazione privata e della struttura originaria si conserva solo una torre. Un aneddoto, a metà fra storia e leggenda, vuole che nel 1534 vi dimorò la contessa di Fondi, Giulia Gonzaga, che intendeva fuggire a Kair-ed-din il Barbarossa.
Indicazioni utili ai visitatori qui: www.lazionascosto.it.
Tornando alla volta del mare, si arriva a Fondi, il cui castello presenta evidenti stratificazioni di epoche diverse (dal 1200 al 1400). Nel 1300 fu sede di Giulia Gonzaga, principessa cantata anche nel poema dell’Ariosto, che diede alla città un impulso culturale talmente forte da indurla alla denominazione di “piccola Atene”. Adibito a prigione nell’800, conserva ancora i graffiti realizzati dai detenuti.
Nel sito comunale www.comunedifondi.it gli orari d’apertura e i contatti.
Incastonati nella struttura originaria di borghi antichi, circondati dal verde di una natura vergine, sono castelli che profumano di montagna. Ma contengono in sé un aroma di brezza marina: dal vicino mare sono contaminati, al mare sono inevitabilmente legati.

Latina è un po’ questo: alture, verdi boschi e fiumi. Mare, isole e spiagge… Il nostro viaggio non termina qui. Per conoscere le curiosità sui castelli più strettamente “litoranei”, non perdete la seconda tranche, con cinque fortezze tutte da scoprire!

Castello di Fondi

Vai alla seconda parte dell'articolo