I macabri misteri della Ciociaria

I macabri misteri della Ciociaria
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Le origini di Halloween

Nel 1840, la Chiesa cattolica istituì ufficialmente la festa di Ognissanti per il 1 Novembre, probabilmente per creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica.
Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica. Negli USA, a partire dalla metà dell’Ottocento, la festa si diffuse fino a diventare una delle principali festività statunitensi, ma anche europea.
La festa risale in particolare alla festa di fine estate detta anche Samhain, celebrata proprio il 1 Novembre. La notte della vigilia era consuetudine spaventare le anime diaboliche con enormi fuochi sulle cime delle colline. In realtà era anche l’occasione per riportare a casa le mandrie dai pascoli estivi e rinnovare le distese erbose.
Col tempo prese il sopravvento l’aspetto più esoterico e sinistro: si riteneva che nella notte sarebbero tornate le anime dei morti e la festa dell’autunno si trasformò la festa delle streghe e dei fantasmi.
Gli irlandesi avevano inoltre un altro rito: svuotare una grande rapa e inciderla con il volto di un demone per poi illuminarla dall’interno con una candela a protezione della propria casa.

La leggenda di Jack O’Lantern

Jack era un irlandese noto per la sua propensione alle bevute e per il suo caratteraccio.
Nella notte di Halloween, in un pub, incontrò un diavolo intenzionato a prendersi la sua anima.
Ma Jack, che era molto furbo, riuscì con uno stratagemma a raggirarlo, facendosi promettere di non essere disturbato per almeno altri 10 anni. Il diavolo accettò, ma dopo 10 anni tornò a reclamare l’anima di Jack, che però riuscì a cavarsela con un nuovo trucco, e questa volta il diavolo dovette promettere che non l’avrebbe più cercato.
Alla sua morte Jack non essendo ammesso in Paradiso, chiese di poter entrare all’inferno, ma il diavolo, mantenendo la promessa, lo cacciò anche da lì, lasciandogli un tizzone ardente. Jack si servì di questo per illuminare la strada e, per evitare che il vento lo spegnesse lo dispose sotto la rapa che stava mangiando. Da quel giorno Jack vaga senza un rifugio con la sua rapa.
Per commemorare questa leggenda, gli irlandesi ogni anno nella notte di Ognissanti svuotavano una grande rapa intagliata con le fattezze di Jack O’Lantern. Immigrati in America, terra dove le rape facevano fatica a crescere, le sostituirono con le zucche, tipiche dei luoghi. E da allora, la zucca è diventata il simbolo di Halloween.

Vampiri, lupi mannari, streghe, zombie sono da lungo tempo associati al mondo degli spiriti malvagi.
I celti indossavano maschere dall’aspetto spaventoso, sperando che così gli spiriti scambiandoli per uno di loro non li molestassero. Si servivano dei dolci per cercare di placare l’ira degli spiriti del male.
Oggi è un’usanza di Halloween che i bambini vadano mascherati di casa in casa, chiedendo dolciumi e caramelle con la domanda Dolcetto o scherzetto? dove la parola “scherzetto” è la traduzione dall’inglese trick, una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa, se non viene dato alcun dolcetto treat. La pratica di mascherarsi la notte di Halloween deriverebbe dalla credenza che, nella notte del 31 Ottobre, molti esseri sovrannaturali e le anime dei morti abbiano la capacità di girovagare per la Terra tra i viventi. Nel celebrare la commemorazione dei defunti, una tradizione vuole che i primi cristiani vagabondassero per i villaggi chiedendo un dolce chiamato pane dell’anima; più dolci ricevevano e maggiori erano le preghiere rivolte ai defunti del donatore.

Leggende struggenti e misteriose

Abbiamo purtroppo quasi del tutto perso quell’atmosfera magico primordiale che un tempo ci legava alle antiche usanze che seguivano i ritmi della natura e della terra, tipiche espressioni della civiltà contadina.
Questo periodo dell’anno, un tempo, era vissuto con spirito di attesa, perché momento di stasi e di riflessione, in attesa del risveglio primaverile.
Le interminabili ore di buio favorivano la raccolta della piccola comunità familiare attorno al focolare scoppiettante, travaso di tradizioni e di ricordi, un’occasione, per gli anziani, per narrare racconti ed antiche leggende, che potevano così essere tramandate di padre in figlio.
Di leggende riguardanti i fantasmi ne abbiamo sentite molte, la maggior parte di esse riguardano spiriti che infestano ruderi ed antiche dimore che spesso vedevano la Gran Bretagna, considerata quasi la patria del soprannaturale, o altri Paesi nordici, al centro di questi racconti dell’occulto.
Ciò che non tutti sanno però, è che anche la nostra terra ha le sue storie oscure, fatti inspiegabili ai quali tuttavia, per paura o scetticismo, la gente preferisce dare delle spiegazioni, spesso non propriamente convincenti.
Esiste un lato della Ciociaria che è appunto quello inesplorato, affascinante e sconosciuto: città morte e castelli infestati, laghi che scompaiono e riappaiono periodicamente, impronte di santi e demoni, simboli e chiese templari, presenze spettrali, acropoli ciclopiche, voragini impressionanti, grotte arcane, avvistamenti ufo.

E allora, nell’occasione di questa macabra festa di Halloween che enfatizza tutto ciò che riguarda la paura, immergiamoci nei tanti misteri che avvolgono la Ciociaria per un viaggio di fantasia di certo non adatto ai deboli di cuore..

Fortezze, antichi manieri, edifici abbandonati

Case maledette

Casa Infinestrabile Ferentino Casilina

Iniziamo a scoprire cosa si nasconde dietro l’edificio fatiscente visibile dalla strada Casilina al Km. 68.700 di Ferentino. E’ un’abitazione che viene fatta risalire agli anni’30, disabitata da tempo, ma che attira la curiosità di molte persone. A render famosa questa costruzione è la leggenda della casa infinestrabile, legata all’impossibilità di mettere gli infissi alle finestre. Pare che gli operai abbiano provato più volte a prendere le misure, ma che una volta tornati per montare le finestre non vi siano riusciti, perché sembra che poi siano cambiate le dimensioni.
Non si sa quali forze o entità subentrino in gioco per falsare gli strumenti di misurazione o modificare la struttura e la dimensione delle finestre, ma a sentire la gente del posto quella è la classica casa stregata.
Si vocifera di una coppia di amanti ritrovata carbonizzata, del padrone di casa che sarebbe morto suicida e addirittura di nazisti. Nascono storie cariche di suggestioni, vicende che rapiscono l’attenzione degli appassionati degli insoliti e dei ghost hunters.

Da un punto di vista paranormale è interessante anche una sinagoga, in piazza dell’Olmo Perino di Fondi, soprannominata la Casa degli Spiriti perché secondo racconti popolari, la casa non è mai stata abitata e chiunque vi abbia provato è dovuto subito fuggire per via di strani rumori, folate di vento, scricchiolii di pavimenti e un’aria di inquietudine. Molte persone anziane, ancora oggi, sconsigliano di avvicinarsi al luogo.
E poi c’è il Casotto Rosso che altro non è che una casa cantoniera abbandonata, che dà il nome ad un incrocio in centro città. Ci sono agghiaccianti testimonianze su cani bianchi con occhi infuocati che si lanciano sulle macchine spaventando i viaggiatori; altri ancora parlano dell’apparizione di un pastore che, insieme al suo gregge, qualche anno prima era stato investito. L’apparizione avverrebbe verso le cinque di mattina, in concomitanza con la morte del pastore, comparendo in più punti a distanza di pochi secondi. Questo racconto è comune a tanti altri e ancora oggi un alone di leggenda copre quella misteriosa strada.

Se ci spingiamo verso Roma, ad attirare la curiosità, c’è la zona del 3C di Colleferro. Dalla sbarra della Avio, inizia un percorso in un sentiero naturale che conduce a strutture abbandonate ricche di scritte sui muri e leggende. Prima tra tutte, quella che si tenevano dei sacrifici da alcune sette sataniche; a sostegno di ciò qualcuno afferma di aver visto una testa di pecora insanguinata. Ma si sa, in questi casi è più l’immaginazione a farla da padrone.

Altri misteri riguardano ufo e alieni. Nel marzo 2014 un giovane riprese nel cielo un oggetto volante luminoso e non identificato; pochi mesi prima anche una donna ne avvistò uno nella zona Murillo.
Un anno prima, invece, sulle macchine dei residenti sono stati ritrovati dei fili bianchi spessi. Si è ipotizzato fossero scie chimiche, enormi ragnatele, in realtà si trattava di un fenomeno denominato Spider Balooning: i ragni secernono della seta che viene sollevata e trasportata dal vento insieme all’insetto, e ciò avviene spesso nel periodo autunnale. Queste ragnatele raggiunsero dimensioni incredibili e ciò fece non poco scalpore. La cosa avvenne anche in altri paesi della Valle del Sacco e a Rieti.

Castelli infestati

Gli antichi castelli esercitano da sempre un enorme fascino sulle persone. La maggior parte di questi si portano dietro una lunga storia, ma non sempre rispecchia la bellezza della struttura. Alcuni castelli fanno la differenza per la loro storia alquanto macabra.

Il Castello di Fumone, che dalla fine del ‘500 è di proprietà di una antica famiglia romana, i Marchesi Longhi, è legato alla credenza popolare della presenza di fantasmi. Il più famoso potrebbe essere quello dell’antipapa Gregorio VIII, le cui spoglie non vennero mai ritrovate, e si pensò che il corpo sia stato murato nel castello. E poi si è ventilata l’ipotesi che vi fosse anche quello del famoso Celestino V, probabilmente assassinato con un chiodo confitto nella sua testa, proprio nella roccadove il santo trascorse i suoi ultimi anni rinchiuso in una cella.
E sembra non siano essere gli unici fantasmi a infestare il Castello delle anime perdute. Pare ci siano anche quelli dei prigionieri anticamente rinchiusi; gli abitanti della zona sono convinti di sentire echeggiare ancora oggi le loro terribili grida di dolore e disperazione, e si dice che capiti che gli oggetti di notte cambino posto senza che nessuno li tocchi.

Da circa due secoli, in una stanza della famiglia Longhi è custodito in una teca di cristallo il corpo imbalsamato di un bambino, vestito e circondato dai suoi giocattoli. Si tratta del Marchesino Francesco Longhi, morto in circostanze misteriose nel corso del XIX secolo, all’età di cinque anni. Si narra sia stato avvelenato o dilaniato da minuscoli pezzetti di vetro nascosti nel cibo, dalle sorelle, gelose del fatto che il bambino avrebbe dovuto acquisire l’intera eredità, in quanto unico erede maschio.
La madre, Emilia Caetani, non si rassegnò mai alla scomparsa prematura del figlio, così lo fece imbalsamare per tenerlo sempre accanto a sé, per il resto dei suoi giorni continuò a trattarlo come se fosse ancora vivo e ordinò che in ogni statua o dipinto fosse raffigurato il bambino con gli occhi chiusi e che tutte le figure fossero vestite a lutto.
Dalle storie che circolano sul castello pare che anche il fantasma della madre si aggiri ogni notte nelle sale per recarsi dal figlio, cullarlo e consolarlo. Oltre a lei, sembra che vaghino anche tutte le vittime dello ius primae noctis: prima di autorizzare i matrimoni tra gli abitanti del suo territorio, il “Signore” di Fumone aveva il privilegio di poter trascorrere la prima notte di nozze con le spose, ma se le sventurate non giungevano impure al suo cospetto le faceva inesorabilmente precipitare nel cosiddetto pozzo delle Vergini. Pare che nel castello infatti siano state ritrovate numerose ossa femminili.

Dama Vicalvi Castello

Particolarmente crudele è anche la storia che si tramanda tra gli abitanti del borgo di Vicalvi, una vicenda risalente al XV secolo, quando il centro era posto sotto il controllo del Regno di Napoli e quindi degli Aragonesi, che ne detenevano le redini. Del castello oggi non ci resta che un ammasso di ruderi, un tempo fu però teatro di corteggiamenti e lussuria, quando ad abitarlo era la bella e pericolosa contessa Aleandra Maddaloni.
Si racconta che, mentre il marito era assente per impegni, aveva il vizio di sedurre i giovani che si recavano nel castello e dopo aver consumato la notte, li faceva uccidere dai suoi servitori. Il marito scoperto il suo gioco, la incatenò e la fece murare in una delle torri. Da allora, pare che la sua anima infesti il luogo, ancora in cerca di giovani da sedurre.
Nel corso dei secoli, si sono succedute numerose testimonianze di avvistamento nei dintorni delle mura di una figura femminile dai capelli corvini, vestita di vero, con la pelle bianca come la porcellana, preceduta dal rumore dello sferragliare di catene. A dare credito a queste chiacchiere strani incidenti che hanno coinvolto alcuni giovani, i quali hanno perso la vita precipitando dalle torri o dalle mura del castello. Gli abitanti, specie i più anziani, sembrano ritenere che dietro queste tragedie possa esserci ancora lo zampino dello spirito vendicativo della signora incatenata.

Un’altra “dama fantasma” è la contessa Rogasia de Ceccano, che si immagina aggirarsi nelle sale del Castello dei Conti di Ceccano.

A presto con altri inquietanti racconti..

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Silvia Frusone