San Donato Val Comino celebra la Giornata della memoria

San Donato Val Comino celebra la Giornata della memoria
Città Curiosità Magazine Storia Territorio

La giornata della memoria a San Donato Val Comino

Ieri, 27 gennaio, ricorreva la giornata della memoria, istituita ufficialmente dal Parlamento italiano in memoria delle vittime dell’Olocausto, delle leggi razziali e di coloro che hanno rischiato la propria vita per proteggere i perseguitati. È bene che questa immane ed orribile tragedia venga ricordata ogni anno affinchè non si ripeta mai più nulla di tutto ciò che fu. Il comune di San Donato Val Comino ha scelto questa giornata per raccontare la Shoah in provincia di Frosinone. Alle 10:00 della mattina nel teatro comunale sono iniziati i lavori con il saluto delle Autorità e la proiezione lavori degli istituti scolastici del territorio curati da Psiche e Aurora editore di Frosinone, Ceccano, Sora, Broccostella, Cassino e San Donato. In seguito si è tenuto il ricordo dei testimoni, poi sono interventi gli studiosi Gaetano De Angelis Curtis e di Domenico Cedrone. Altri momenti toccanti sono stati la consegna delle medaglie d’onore ai familiari delle vittime della deportazione e la deposizione della corona presso il Monumento agli ebrei internati (Viale Marconi) e l’inaugurazione del percorso “Novecento” (Piazza Carlo Coletti), dedicato ai luoghi della memoria e della Shoah a San Donato.

Le parole del sindaco di San Donato Val Comino

Sono state tante le località d’internamento libero della Provincia di Frosinone, in Ciociaria. Dal 1940 San Donato Val Comino, Fiuggi, Sora e Picinisco hanno ospitato numerosi internati ebrei provenienti dai paesi di mezza Europa.  Apprendiamo dalle colonne del sito “L’inchiesta” le parole del Sindaco di San Donato Val Comino, Enrico Pittiglio che si è espresso sull’importanza di questa ricorrenza: “Per scongiurare il ripetersi di tragedie come quella dell’Olocausto occorre ricordare e, ancor di più, far comprendere, specie alle nuove generazioni, gli orrori di un passato buio e nefasto. Oggi purtroppo questa esigenza appare ancor più necessaria: la scritta “Qui c’è un ebreo” sulla porta del figlio di una deportata dei giorni scorsi dimostra come ci sia ancor più bisogno di combattere un clima di odio e diffondere messaggi di pace, libertà e democrazia”. Ricordare i tragici avvenimenti del passato è necessario per onorare la memoria dei caduti, di chi ha sofferto atrocemente e per educare i più giovani alla vita ed alla libertà. Quel periodo storico dell’umanità così buio ci serva da monito, abbiamo il dovere di non dimenticare mai.

Carlo Nardacci