Le foto che evocano vite senza ritrarre i protagonisti

Le foto che evocano vite senza ritrarre i protagonisti
Collepardo Magazine Patrica Posta Fibreno Terelle Trivigliano

Gli scatti di Sandro Figliozzi (Ruggine ciociara)

L’immagine fotografica racconta storie individuali, collettive, spesso fantastiche. Scariche elettriche per la connessione tra occhi e anima.

Le foto evocano vite senza ritrarne i protagonisti, assenti dall’immagine. Ma l’assenza è spesso fondamentale per poter raccontare,  ancor più le storie dei nostri borghi, spesso svuotati degli antichi abitanti.

Trivigliano (©Sandro Figliozzi)

Questa fotografia è di Trivigliano, riproduce un angolo della piazza, qualche tempo fa.

L’immagine, in questo caso, racconta la Ciociaria. Essa evoca la figura assente del contadino/muratore che coltiva e costruisce grazie al patto di reciproca solidarietà con i suoi “compari” di sempre. Lo immagino curvo ad impastare cemento al fine settimana, nello sforzo funzionale di ottenere una camera in più, magari per un nuovo arrivo in famiglia. 

La fantasia dell’osservatore potrà proseguire la storia, se la foto sarà stata abbastanza potente nel tracciarla.

La scintilla del racconto viene dai simboli, interruttori della fantasia.

Lo sono la cesta di vimini sbilenca, la corda appesa, la carriola con la ghirba, la pietra, la tavola appoggiata; nella foto, gli elementi compositivi si affollano, forti, chiari, tutti espressione del territorio.

Trivigliano, bottiglia di Brandy (©Sandro Figliozzi)

In quest’altra immagine l’assenza, il vuoto, sono ben espressi. E’ percepibile l’abbandono, la bottiglia di liquore vuota è l’ultimo oggetto di un’antica dispensa.

Le ombre accentuano il ritratto ed il nome regale del brandy conferisce dignità al soggetto, accentuata anche dalla posizione dell’etichetta, come se si trattasse di un ritratto di profilo.

L’ombra scura nella parte vuota del ripiano rende cupo il regno di un sovrano assente, oramai fatto solo di polvere.

La fantasia galoppa, un’atmosfera e ben pochi elementi l’hanno messa in moto. E’ il fascino dell’essenziale.

Patrica, centro storico (©Sandro Figliozzi)

Patrica, centro storico. Una finestra rotta e, sullo sfondo,  il campanile della chiesa. La narrazione non è sul passato ma, evidentemente, riguarda il  presente e pone alcuni interrogativi:

Perché la finestra è aperta? Non poteva essere richiusa da un figlio o da un nipote dell’anziano che, forse, per ultimo ha abitato quella casa? Perché quella dimora, in centro, non è più degna di essere abitata? Che fine ha fatto il proprietario? Immagino saluti, viaggi lontani o, forse, più semplicemente, un trasloco in una villetta a schiera e l’auto in garage.

Collepardo (©Sandro Figliozzi)

Collepardo. La porta del paese ed una donna anziana nel sole  del mattino. Ben diversa questa storia. Qui la signora abita in centro, la sua casa, assente dalla foto, sarà certamente ben curata, con le immagini sacre al posto giusto. C’è il sole, nulla di rotto, la porta del paese è bella ed importante. La signora la percorre nel mezzo, in pieno sole, a passo spedito, verso il fruttivendolo. Un bel giorno sta iniziando.

Lago di Posta Fibreno (©Sandro Figliozzi)

Lago di Posta Fibreno. La  foto è puro simbolismo. Non concede nulla all’estetica. Anche il colore è superfluo. Evoca la lotta per la sopravvivenza, può piacere solo se riuscirà a raccontare delle difficoltà di un momento, del rischio, della sporcizia ma, soprattutto, della lotta e dello sforzo per rimanere a galla. La barca, nonostante tutto, è ancora li. Dopo mesi sono passato a controllare, era nella stessa posizione, ammaccata ma vitale. La posizione in diagonale da la direzione verso l’altrove.

Terelle (©Sandro Figliozzi)

Terelle. Il grigio dell’inverno e della casa non sbiadiscono il colore dell’infanzia e dei giochi. Ci vuole poco per accontentare un bimbo: Tigro, un salvadanaio ed il pomeriggio con gli amici a correre nei vicoli. Che gioia! 

Questo luogo è abbandonato da decenni. Da allora la scena è immobile, è soltanto cresciuto il muschio insieme alla ruggine delle sedie. La foto può essere accostata a quella di Patrica. Mi chiedo se la famiglia, nell’uscire di casa, pensasse di tornare per mettere a posto la gru!

Testi e foto di Sandro Figliozzi