Il Foro Emiliano di Terracina, una quinta scenica sul mare

Il Foro Emiliano di Terracina, una quinta scenica sul mare
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Un luogo ricco di storia

Spesso se pensiamo a Terracina visualizziamo il suo mare e il promontorio del Circeo, oppure le costruzioni che dominano l’intero golfo da monte S.Angelo. Se però ci si avventura verso il centro storico, è possibile in pochi passi vivere epoche diverse solo visitando la Piazza del Municipio, l’antico Foro Emiliano. La salita dell’Annunziata ci porta silenziosamente all’ingresso del foro, anticipato da un imponente arco quadrifronte. Esso costituisce l’ingresso meridionale della piazza e trova il suo omologo in un altro, inglobato nel palazzo Venditti. Correva sotto questi l’antica via Appia, che attraversa l’attuale piazza con i suoi basoli, separati dal lastricato grazie ad alcuni pilastri di pietra di cui rimangono tracce delle basi, posti ad impedire che i carri passassero nel foro. Appena entrati in piazza, sul lato destro tre gradini conducono ad un porticato, identificabile con la porticus post scaenam del teatro romano, edificato all’inizio del I sec. a.C. Facile immaginare come lo spettatore potesse spaziare con la vista oltre lo spettacolo degli attori e avere nel mare, oltre l’attuale porticato del municipio, una naturale quinta scenica. Il piano lastricato, preservato dall’interro asportato attorno alla metà del XIX sec., conserva ancora nell’iscrizione con lettere alveolate il nome di Aulo Emilio, il magistrato che lo aveva fatto realizzare.

L’imponeneza delle costruzioni in città

Ciò che colpisce è l’imponenza del Duomo di S. Cesareo, simbolo di una rinascita dopo le incursioni barbariche e del forte impegno del papato in questa città. Sorta su un tempio la cui attribuzione è ancora discussa, la sua costruzione è legata alla figura di Desiderio e a Montecassino. Stupiscono le sei colonne antiche abbinate alle intriganti basi medievali con figure leonine. Straordinario è il mosaico che si svolge sul suo architrave, opera di artisti siculi-normanni, che richiama la storia di S. Cesareo. Accanto al Duomo, il Palazzo Vescovile, con i resti di un chiostro dell’VIII-IX sec., appartenente forse alla prima chiesa, fu ampiamente ricostruito nel XII-XIII sec. in chiave cistercense. Campeggia su tutti il campanile romano-gotico che alterna piani di bifore a trifore ed è decorato da scodelle maiolicate. Palazzo Venditti è forse l’antico palazzo civico di Terracina, trasformato poi nella canonica della Cattedrale. In stile cistercense, fu costruito intorno al XIII sec. riutilizzando i resti di un arco romano. Sulle facciate campeggiano due trifore: una, di restauro, rivolta verso la piazza e l’altra verso la Cattedrale, che tradisce un linguaggio gotico. Svetta imponente la casa-torre dei Rosa, appartenente ad una potente famiglia medievale che la costruì tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo. I cinque piani erano dotati di finestre e feritoie. Oggi è in parte occupato dal Museo Civico “Pio Capponi”, custode dei notevoli reperti provenienti dal territorio. Chiudono la piazza il Palazzo Municipale e quello della Bonificazione Pontina.

Maria Giudici