Donne ciociare nella pittura di Picasso

Donne ciociare nella pittura di Picasso
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La femminilità ciociara protagonista del periodo 1915-1925

Si è appena conclusa, a Roma, Scuderie del Quirinale, la mostra interamente dedicata a Pablo Picasso e intitolata “Tra cubismo e classicismo: 1915-1925”. L’esposizione, inaugurata il 22 settembre scorso, ha voluto celebrare, a cento anni dal suo viaggio in Italia, la produttiva esperienza del pittore nel nostro Paese, soffermandosi su circa cento opere appositamente selezionate dal curatore Olivier Berggruen.
Siamo nel 1917: l’Europa è travolta dal Primo Conflitto Mondiale… Nello stesso momento Picasso lavora alla realizzazione dei costumi e delle scenografie per il Ballets Russes di Diaghilev, elaborando un passaggio formale dal cubismo analitico al cubismo sintetico che risente di una svolta “classica”.
In questa stessa fase, nello studio romano di Via Margutta vedono la luce opere straordinarie che hanno come protagoniste donne italiane, ciociare per la precisione. Nella maggior parte dei casi, contadine che si recano a Campo de’Fiori a vendere i propri raccolti: è qui che i grandi artisti come Picasso le notano per la prima volta e le inducono a posare per loro, attratti dalla corporatura prorompente.

Donne sinuose, dalle forme morbide e accoglienti. Donne vere, dai lineamenti marcati e dal vestiario universalmente noto: ciocie ai piedi, fazzoletto bianco sul capo, corpetto e grembiule. Donne talmente emblematiche nella loro fisicità da subire una promozione a figure femminili nazionali per antonomasia, simbolo non solo di “ciociaricità” – per citare Bragaglia- ma di vera e propria italianità.

Ciò risulta particolarmente evidente nel dipinto “L’italienne” , realizzato nel 1917 con la tecnica “olio su tela” e conservato a Zurigo in collezione privata. Qui il richiamo all’Italia è chiaro soprattutto nell’uso dei colori bianco, rosso e verde che rimandano al tricolore. Ma la fisionomia, i tratti di questa immagine femminile evocano immediatamente la Ciociaria, i suoi usi e costumi.
Maggiormente in “Arlecchino e la donna con collana”, dipinto nello stesso anno e conservato al Museo di arte Moderna di Parigi, appare in maniera più ovvia il richiamo alla donna ciociara, sia per le calzature tipiche ben visibili, sia ancora nell’accessorio caratteristico della collana di corallo.
Opere straordinarie, in cui si respira un’aura di realismo, una palese monumentalità e un tentativo di abbandono dell’Avanguardia a favore dello stile tradizionale.
Se dovessimo definire il rapporto tra Picasso e la Ciociaria potremmo parlare di scambio reciproco. Laddove gli usi e costumi ciociari espletati nell’immagine della donna fungono da ispirazione continua durante la sua parentesi italiana, di contro, la Ciociaria ha ricevuto un omaggio importante. Così importante da essere insistentemente sottolineato all’interno della mostra, anche attraverso bozze del pittore, oggetti e fotografie che documentano uno stimolo forte e assolutamente centrale negli anni 1917-1925.
Perchè la Ciociaria è una terra meravigliosa, ricca di stimoli e bellezze tutte da scoprire. Visitatela e anche voi, come Pablo Picasso, ne rimarrete ammaliati!

L'italienne Picasso Ciociaria