Dal Basket alla Terra Santa: Mauro, pellegrino 2.0

Dal Basket alla Terra Santa: Mauro, pellegrino 2.0
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La storia straordinaria di un giovane cassinate

Quella che stiamo per raccontare non è una storia comune, ma una storia preziosa, di coraggio e diversità. Una storia la cui unicità si accresce se collocata all’interno del contesto storico attuale, in cui la vita sembra scorrere inesorabile alla rincorsa di qualcosa che in fondo non riusciamo nemmeno a definire e in cui le categorie di spazio e tempo subiscono una distorsione e modellazione continua, adattandosi di volta in volta alle esigenze del mondo globalizzato.
Protagonista Mauro Liburdi, promessa del basket internazionale che dalla natìa Cassino (Fr), alla soglia dei trentacinque anni, ha intrapreso un viaggio lungo 101 giorni verso la Terra Santa per un percorso spirituale, in cui l’aggettivo “spirituale” non risponde all’accezione semplicistica di “religioso”, bensì ad un significato più pieno, dove per spiritualità s’intende la ricerca profonda di sè stessi, oltre che la ricerca di Dio.
Mauro, cassinate di nascita, sin da giovanissimo ha iniziato a maturare una propensione verso l’esterno. Ha girato l’Italia e il mondo spinto dalla pallacanestro, praticata a livello agonistico. Poi, in età più matura è giunto l’interesse per la teologia e il forte desiderio di studiare l’ebraico: altra motivazione del viaggio in Terra Santa.
Un itinerario fatto di lunghi cammini a piedi e supportato da qualche mezzo di fortuna trovato qua e là, per un totale di 3.000 km percorsi. Dalla città ciociara Mauro è partito il 10 dicembre 2017, diretto in Abruzzo, dove si è imbarcato sul trenino Pescasseroli-Candela e da lì ha proceduto per Brindisi fino in Albania. Passando per Macedonia, Grecia, Turchia e Cipro, il 21 dicembre è arrivato a Gerusalemme, in tempo per Natale.
Da bravo pellegrino 2.0, Mauro ha documentato ogni tappa del suo viaggio e lo ha fatto attraverso Instagram che, trai diversi social, in assoluto, permette meglio di comunicare mediante le immagini corredate da #hastag. Nella sua versione più aggiornata, poi, consente l’utilizzo di brevi stories, che nella forma foto e video, riprendono passo passo i momenti della quotidianità e gli eventi straordinari, come nel caso di Mauro. Le uniche giornate che volutamente e obbligatoriamente non sono state registrate, quelle tarscorse in Grecia, sul monte Athos: luogo misterioso di preghiera e devozione, ideale per una rigenerazione mentale e fisica.
Eccetto questa affascinante parentesi di cui ci piacerebbe sapere di più, tutto il resto è visibile sul profilo di Mauro: peregrini_enim_sumus.
Chissà se prima o poi Mauro tornerà in Italia … Per ora sembrerebbe difficile! Il suo cammino mistico, sia interiore che esteriore, proiettato alla ri-scoperta dell’empirico e all’esplorazione del trascendentale sembra ancora lungo… Per quanto l’Italia e Cassino siano i suoi luoghi del cuore, ha momentaneamente scelto di fermarsi in un monastero immerso nel verde di Isarele. Ma il viaggio, quasi sicuramente, non finisce qui… La sua ansia di ricerca dove altro lo condurrà?

Viaggio Mauro Liburdi