Trevi nel Lazio

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Il paradiso del capriolo

Trevi, antica Treba. Città romana sul Parco dei Simbruini.

La natura selvaggia dell’ Aniene vi lascerà senza fiato.Trevi nel Lazio, Treba in epoca romana, è stata municipio romano. Risale a quel periodo l’Arco, una maestosa costruzione fatta in pietra calcarea di grandi dimensioni, sopra il quale correva un antico acquedotto, che portava acqua alla villa imperiale di Traiano, situata agli Altipiani di Arcinazzo. Oggi il suo territorio, dalla valle dell’Aniene fino all’Arco, è attraversato dal Cammino di San Benedetto, che da Subiaco si dirige verso Montecassino; questo ci ricorda la presenza di vari monasteri fondati dal Santo nella valle, visibili ancor oggi i resti del monastero femminile di San Michele Arcangelo in località Orsano.

Nel medioevo, in seguito alle scorribande dei Saraceni la città si raggruppò nella parte alta del colle di San Clemente, al cui culmine fu costruito il Castello detto poi dei Caetani, quando diventò feudo della nobile famiglia anagnina. Nel XV secolo, dopo la cacciata dei Caetani, fu posta sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Subiaco fino al 1753, quando entrò a far parte della Camera Apostolica.

Nell’ottocento fece parte della Delegazione Apostolica di Frosinone, dipendente dal Governo di Guarcino. Dopo la fine del potere temporale dei Papi diventò provincia di Roma fino al 1927, allorché fu creata la provincia di Frosinone. Oggi gran parte del suo territorio fa parte del Parco Regionale dei Monti Simbruini, istituito nel 1983, ospitando il Museo delle Piante nel quale è allogato il centro visita del Parco e in località Colle Druni l’area faunistica del capriolo.
(G. Bianchini – archivista)