Serrone

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Il colore delle stagioni

Il nome di Serrone sembra essere parecchio antico e richiama i terreni scoscesi e non coltivati. Le origini del paese, in effetti, non sono ancora del tutto note, ma sembra che possano essere fatte risalire nel corso dell’epoca preromana.
Il borgo, arroccato sulle falde del massiccio del Monte Scalambra, si presenta come una vera e propria terrazza a cielo aperto che domina dall’alto la Valle del Sacco.
Il Paese abitato da poche migliaia di persone è formato da pochi giri di case, che scendendo a gradoni verso il basso, incrociandosi di volta in volta con vicoli tortuosi e stretti, che di tanto in tanto, aprono scorci nuovi e suggestivi che lasciano a bocca aperta.
Tra i monumenti che possono essere visitati, troviamo per lo più chiese, tra cui ricordiamo la rupestre Chiesa di Sant’Angelo, che conserva ancora tutt’oggi il suo fascino solitario ed eremo, la chiesa dedicata a San Quirico mantiene un aspetto più rustico, con affreschi all’interno risalenti all’età moderna, dal gusto prettamente popolare e infine la Chiesa di San Pietro, che conserva al suo interno una splendida tela particolarmente suggestiva, che ricopre interamente la volta.

La Mostra Permanente

Museo SerroneUnica nella Regione Lazio, e una delle poche presenti sul territorio italiano, la “Mostra dei costumi teatrali”, nasce grazie al contributo di una delle stiliste più famose della Rai, nonché sarta di Edoardo De Filippo: Beatrice Minori, nata a Serrone nel 1923.
Numerosi sono gli spettacoli che si sono avvalsi delle sue spiccate doti creative, tra i quali ricordiamo: Masaniello, Filumena Marturano, Forza venite gente e Notre Dame de Paris. Mentre tra gli abiti esposti si possono trovare pezzi unici che hanno contribuito a fare la storia del cinema italiano, dai costumi di Eduardo, a quelli indossati da Gassman, da Beppe Barra etc
Ad oggi lo spazio espositivo è stato suddiviso in due sale, seguendo un criterio cronologico di stile dei costumi. All’interno di una sala si possono quindi ammirare manichini vestiti secondo stili Rinascimentale, Barocco e Settecentesco; mentre nella seconda sala vengono esibiti abiti e pezzi unici di epoche relativamente più recenti (‘800-‘900).