Piglio

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Il Cantico del Vino

Il paese di Piglio, che conserva tutt’oggi un aspetto medioevale, sorge sulla cresta di uno sperone del Monte Scalambra. Ben delimitato da due canaloni e sovrastato dal Castello Orsini (anche conosciuto come Castello Colonna), il paese conserva uno dei borghi più antichi e affascinanti di tutta la Ciociaria.
Sin da sempre, intorno all’origine del nome della cittadina, orbita una curiosa leggenda secondo la quale Quinto Fabio Massimo (Il Temporeggiatore), passando per quei luoghi, dopo essere stato colpito da una forte folata di vento, perse il proprio elmo (in latino pileum) e da qui che nasce il nome Piglio; altri invece sostengono che l’origine del nome debba essere fatta risalire al termine “pila“, sempre dal latino, che starebbe ad indicare un pilastro, una muraglia di pietra, probabilmente in riferimento al Castello Colonna, che sovrastando tutto il territorio, durante il Medioevo ricopriva una posizione strategica in difesa della Valle del Sacco.

Lungo il percorso per arrivare a Piglio, percorrendo la Strada del Vino Cesanese, potrete godere di una panoramica mozzafiato, costeggiando numerosi vigneti e uliveti: un prestigioso patrimonio eno-gastronomico del paesino, di fatto da sempre conosciuto come la Terra del Vino Cesanese DOCG, che rappresenta una vera e propria eccellenza del territorio.
Fulcro del borgo medievale, il Castello risalente all’anno 1000, dal quale si snodano scale, fortificazioni, volte e strette stradine, fa da cornice alla storia di un popolo per lo più contadino, costituito da grandi produttori di vini e di oli locali.
Tra i vari monumenti che si possono visitare e degni di nota, citiamo il Convento francescano di San Lorenzo, fondato intorno al 1200 direttamente da San Francesco d’Assisi e situato lungo la strada in direzione Altipiani di Arcinazzo: un’oasi spirituale, immersa tra lecci, tigli e imponenti alberi secolari, in una dimensione naturale a grande impatto emozionale.

Carte Francesi

Le Carte Francesi
Nell’antico palazzetto di Casa Massimi è possibile ammirare le “carte francesi” su cui sono dipinte le storie di Telemaco narrate da Fenelon. Si può approfittare della visita per gustare le specialità gastronomiche e il Vino DOCG Cesanese che ne porta il nome.
A. Di Carlo(Lega Ernica)