Filettino

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Il rifugio dei briganti

Da feudo dei Caetani a teatro di scorribande nel Risorgimento. Oggi è un incanto per gli escursionisti

Probabilmente Filettino nasce nei secoli precedenti al sec. XI per sfuggire alle razzie dei Saraceni, stendendosi sulla rupe del monte Cotardo. L’ultimo comune del Lazio nell’alta valle dell’Aniene è stato feudo della famiglia De Rubeis prima e Caetani poi fino alla cacciata dell’ultimo erede, all’inizio del 1600. Di qui fu posto sotto la giurisdizione dello Stato Pontificio.

Per la posizione, per l’estensione e l’altitudine, il suo territorio è stato rifugio di moltissimi briganti nel primo periodo postunitario, 1861- 1868. Filettino, da sempre, ha avuto nella pastorizia e nella lavorazione del legno benefici per la propria economia. Fino alla metà del novecento ed oltre era usuale vedere la transumanza di sterminate mandrie di pecore che risalivano la valle per andare a stabilirsi a Campo Ceraso, Campo Staffi o Moscosa e pascolare sulle pendici del Tarino, Cotento e Viglio.

Filettino Quadro

L’altitudine del territorio, in gran parte oltre i 1500 metri, ha permesso la costruzione di impianti per la pratica dello sci in località Staffi, con due seggiovie e vari skilift. Oggi Filettino fa parte del Parco Regionale dei Monti Simbruini ed è il comune con la superficie più estesa; ricchissimo di sorgenti, tra cui quella dell’Aniene, e di boschi di alto fusto è attraversato da innumerevoli sentieri da trekking che permettono di stare a diretto contatto con la natura.
(G. Bianchini – archivista)