A tu per tu con Andrea Gandini, tra legno e arte

A tu per tu con Andrea Gandini, tra legno e arte
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Due chiacchiere con Andrea Gandini

Lo scoiattolo è lì con la sua ghianda, si lascia osservare dai curiosi, immobile nella sua posa in un bel prato verde. Non è l’inizio di una storia ambientata a New York, nel suo magico Central Park, ci troviamo in piena Ciociaria, a Fiuggi – città dell’acqua e delle terme – in via IV Giugno. Stiamo parlando dell’ultima produzione artistica di Andrea Gandini, ragazzo dal grande talento che ha fatto dell’intaglio del legno il proprio lavoro. La sua opera, commissionata dal Rotary Club Fiuggi poi donata alla città, è stata inaugurata venerdì 7 giugno: noi di Girocittà incuriositi da questo simpatico animaletto abbiamo contattato l’artista con il quale abbiamo scambiato due chiacchiere.

Andrea è un ragazzo simpatico e disponibile, accetta di raccontarci la sua storia, le sue tecniche e anche qualche curiosità riguardo un mestiere di certo non usuale. “La passione – dice lui – nasce in un momento di difficoltà perché avevo un garage con gli attrezzi adatti, ho iniziato ad intagliare acquisendo in un anno le capacità per iniziare a lavorare sui tronchi per strada”. Ci colpisce il fatto che sia un autodidatta: ha frequentato il Liceo artistico a Roma in via di Ripetta dove ha imparato il disegno che lo aiuta in fase di progettazione dell’opera.

Il suo lavoro, le difficoltà e l’ispirazione

Le opere sono così varie che ci siamo chiesti dove nasca l’ispirazione, se sono tutte commissionate oppure nascono dall’esigenza di raccontarsi, raccontare il mondo circostante. Andrea ci dice che lavora spesso su commissione ma sente sempre forte l’esigenza di creare per sé, di seguire il suo istinto per dar vita a pezzi di legno in giro per Roma da “donare” ai cittadini della capitale. Regalare arte alle strade, alla comunità è un gesto di grande importanza, certamente da sottolineare.

Ovviamente non ci fermiamo solo alle curiosità, gli chiediamo di raccontarci il suo lavoro, la sua fatica, quali sono i passaggi necessari per completare un’opera e le difficoltà che si possono incontrare in questo processo. Il risultato che è sotto gli occhi degli osservatori, il lavoro completato, nasce ovviamente da lontano, c’è un progetto ben definito dietro la realizzazione delle sculture lignee ed inizia in studio; bisogna partire con la fase di progettazione grafica in cui si disegnano tutti i minimi dettagli della scultura. Solo dopo aver terminato questa fase poi si definiscono le masse e i volumi.

Quanto è difficile intagliare il legno? Se pensiamo ad una scultura sappiamo che è previsto il lavoro di un materiale – legno in questo caso – che man mano viene intagliato, quindi si toglie massa e non si aggiunge. Viene automatico chiedergli quanto sia difficile il lavoro dello scultore e se l’errore è contemplato. Andrea ammette che un minimo di margine c’è, “si deve prestare comunque molta attenzione ma quando ti trovi nelle fasi iniziali del lavoro, quando sgrossi con la motosega puoi permetterti qualche sbavatura. Il passaggio all’utilizzo di sgorbie e scalpelli – attrezzi utilizzati specificatamente per l’intaglio del legno – che servono per curare i dettagli e i particolari invece richiede precisione e perfezione, non si può sbagliare, questo è il momento della verità.”

Lavorare questo materiale è compito arduo, non solo per la difficoltà dell’operazione ma anche perché esistono tanti tipi di legno ognuno con le proprie caratteristiche. I suoi preferiti sono le conifere, il cedro del Libano e il pino cembro che si prestano di più perché morbide e quindi più veloci da lavorare. Non ama particolarmente gli alberi duri perché sono più complessi ma hanno un pregio, cioè garantiscono una maggior durata nel tempo.

Lavorare il legno per restituire dignità

Navigando sul sito dell’artista leggiamo una frase che ci sorprende : “Con le mie sculture cerco di ridare dignità ad uno scarto, in qualche modo intagliando un volto o un busto in un tronco gli regalo un’ identità umana. Il mio intervento diventa una lapide eretta in onore di quello che un tempo era un albero e quindi una forma di vita.”  Incuriositi dall’affermazione così profonda gli chiediamo di raccontarci questa visione del suo lavoro e lui ammette che “è una missione.” Ci spiega degli inizi, di quando andava in giro per Roma a lavorare i tronchi tagliati – quindi “inanimati, morti” – ed il suo unico obiettivo era dare un’identità e una dignità a questi pezzi senza vita. Continua affermando che “lavorare su un tronco è come lavorare su un osso di balena, qualcosa che è cresciuto, si è sviluppato ed è in qualche modo parte di un individuo. Il tronco è parte dell’individuo albero che è completato dall’apparato radicale, lavorare su un tronco è come riciclare spazzatura che si trasforma in energia.”

Andrea Gandini principalmente lavora su commissione o in giro per le strade, non è un artista che partecipa a mostre o atelier anche se l’anno scorso ha organizzato una esposizione personale in P.zza del Fico a Roma che ha avuto un gran successo. La motivazione e la passione lo spingono giorno dopo giorno a dare il meglio; quando può lavorare ad un suo progetto scolpisce volti, in questo modo crea una connessione tra le persone che guardano ed il tronco, nasce un’empatia tra i due soggetti difficile da spezzare. Il tronco in buona sostanza acquisisce dignità grazie al rapporto empatico tra lui e l’osservatore.

In chiusura non poteva mancare un passaggio riguardo l’opera che ha da poco terminato a Fiuggi, un soggetto scolpito in un contesto immerso nel verde che lascia immaginare ai visitatori che lo scoiattolo sia appena sceso da un albero lì al fianco fermandosi su quel prato. Si dice felice del lavoro svolto, dell’ospitalità del paese e dei continui apprezzamenti ricevuti dalle persone che passeggiando si fermavano ad osservarlo all’opera.

Per la redazione di Girocittà è stato un piacere aver chiacchierato con Andrea Gandini, ci piace raccontare storie di questo tipo, di bravura e dedizione, dare visibilità al percorso di un ragazzo disponibile ed educato che siamo sicuri potrà toccare vette artistiche ancora più elevate! Potete seguire l’artista sul suo profilo Instagram @gandini.andrea e su Facebook @AndreaGandiniArt.

Carlo Nardacci

“Scoiattolo” di Andrea Gandini